Sessualità femminile: quando la vita erotica è un problema
Vaginismo, anorgasmie e vaginiti sono i principali disturbi sessuali femminili che rovinano il sesso: conoscere le cause e imparare ad affrontarli.
La sessualità femminile e quella maschile presentano senza dubbio delle differenze legate a fattori biologici e culturali. Per una donna fare l’amore vuol dire vivere la propria femminilità, esprimendo seduzione, potere di attrazione, ricettività e accoglienza. Nel corso dei secoli la sessualità femminile ha vissuto profondi cambiamenti che hanno portato alla liberazione del piacere, a un eros più aperto e meno trattenuto, l’energia più potente dell’universo, descritta da Raffaele Morelli nel libro Il sesso è amore. Nonostante ciò, se analizziamo i disturbi sessuali femminili, ci rendiamo conto che spesso sono dovuti a ragioni culturali e al legame conflittuale che, a volte, si crea tra natura personale e regole sociali.
I disturbi sessuali femminili più diffusi
Vaginismo: la fanciulla che non diventa donna
È uno spasmo involontario dei muscoli che circondano l’accesso vaginale: così si impedisce la penetrazione. Si verifica ogni volta che si cerca di introdurre nella vagina qualunque corpo estraneo.
Perché accade e cosa significa. La paura che determina la chiusura è quella di provare dolore. I muscoli della vagina costruiscono una sorta di “cintura di castità” che in alcuni casi mantiene vergine la donna, impedendole di sperimentare e vivere la sessualità. La fobia di lasciare entrare dentro di sé un corpo “estraneo”, fa ipotizzare la paura del maschile inteso come aggressivo e invadente, ma anche la riluttanza a vivere la propria femminilità.
Anorgasmia: quando il piacere rimane sospeso
È la ricorrente inibizione dell’orgasmo femminile che può essere totale o momentanea. Le donne che ne soffrono hanno normalmente desiderio sessuale, la loro lubrificazione è abbondante e traggono piacere dalla penetrazione, ma senza raggiungere mai l’orgasmo.
Perché accade e cosa significa. A causa di una scarsa conoscenza del proprio corpo e delle sue sensazioni, per paura di lasciarsi andare e di “abbassare” il livello di coscienza vigile e cioè perdere il controllo. Esistono anche cause di ordine “sociale” come i condizionamenti morali e religiosi o gravi traumi sessuali. In altri casi tutto può nascere dal tipo di relazione che si sta vivendo: paura di abbandonarsi alle emozioni, vergogna, poca fiducia nei confronti del partner sono spesso alla base di anorgasmie momentanee.
Le vaginiti ricorrenti: quando togliamo il “terreno” al partner
È un disturbo che affligge molte donne: si tratta di infezioni batteriche o micotiche croniche che rendono l’ambiente vaginale inospitale per la sessualità. Bruciore, prurito e dolore costringono all’astinenza. La causa è spesso uno squilibrio della flora batterica che dovrebbe difendere la vagina da “ospiti sgraditi”.
Perché accade e cosa significa. Dal punto di vista simbolico questo disturbo esprime una forte conflittualità inconscia con il partner che viene vissuto come un elemento da cui difendersi.