Quando guarire fa paura!

A volte chi soffre di depressione può inconsapevolmente sabotare il proprio percorso di guarigione: scopriamo perché accade e come evitarlo.

Quando guarire fa paura!
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
18.10.2012

Non basta curarsi, bisogna farlo bene: un principio valido per tutte le malattie e i sintomi a cui un essere umano può andare incontro, lo è ancor di più per la depressione,  che colpisce la volontà di fare, il legame con un senso forte della realtà. Chi ne soffre è spesso difficile da curare, perché mette in campo comportamenti contrari alla terapia che si sta seguendo. La persona in depressione, in diversi casi, mette in atto senza accorgersene veri e propri boicottaggi del processo di guarigione, come se una parte di lei pensasse che non sia possibile farcela. In altri casi vuole davvero tirarsi fuori ma a un certo punto, mentre i sintomi della depressione stanno migliorando, molla tutto pensando che ormai ne è uscita, oppure cerca nuovi tipi di cura, magari senza tener conto del parere dello specialista che la sta seguendo.

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Così non ce la fai

In tutti questi casi il percorso verso la ripresa e il superamento della depressione viene fortemente ostacolato. Individuare questi automatismi è fondamentale per evitare di metterli in atto e aprire così la strada a una guarigione che nella maggior parte dei casi è molto più a portata di mano di quanto non si creda. Va ricordato che questo discorso non vale solo per le psicoterapie (con o senza supporto psicofarmacologico), ma per tutti i tipi di cura, quindi anche le tecniche corporee, gli approcci filosofico/esistenziali, le medicine alternative e naturali.

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Quando la cura è a rischio

– Si sospende o dirada la cura non appena si comincia a stare meglio.

– Si continua a cambiare cura, andando per tentativi.

– Si svilisce la figura del terapeuta con critiche e sospetti immotivati.

– Ci si intestardisce su un tipo di cura che visibilmente non funziona.

– Si continua a confrontare la propria terapia con quella di altri.

…e perché

– Paura di dover tornare a fare la vita di prima della crisi.

– Voler restare al centro dell’attenzione attraverso la depressione.

– Difficoltà ad affidarsi al sapere altrui, arroganza intellettuale.

– Paura dei cambiamenti, di scoprire nuovi modi di essere.

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Cosa fare

Curati fino in fondo

Compito di una cura non è di far stare meglio, ma bene. Non mollarla al primo miglioramento: la possibilità di tornare indietro nel malessere è ancora alta. Ogni progresso va realmente acquisito. Prosegui perciò fino a quando il benessere non è diventato costante. Non continuare a dire: “Voglio farcela da solo”. Ciò accadrà al momento giusto.

Non andare per tentativi

Non “provare” un po’ di una terapia e un po’ di un’altra, assaggiando tutto. Per la tua depressione ci sono cure più adatte di altre e funzioneranno solo se ti affiderai e ti dedicherai ad esse in modo completo, senza essere subito pronto a giudicare inadeguato un approccio che invece potrebbe funzionare.

Accetta alti e bassi

La guarigione da una depressione non segue un andamento lineare: ci sono momenti buoni e altri ancora di malessere. Non identificare questi ultimi con delle ricadute: sono eventi fisiologici. Parlane con la persona che ti segue per comprendere la natura di queste fasi meno brillanti della terapia e viverle meglio.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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