Punizioni ai bambini: le regole pratiche

Esistono punizioni inutili e punizioni che aiutano i nostri bambini a crescere nel modo giusto rendendoli più forti e sicuri di sé: impariamo a distinguerle

Punizioni ai bambini: le regole pratiche
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
25.11.2010
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Le giuste punizioni: proporzionate, veloci ed equilibrate

Quello delle punizioni ai bambini è un capitolo dell’educazione che suscita sempre emozioni contrastanti nei genitori, chiamati a esercitare il loro ruolo con forza e decisione. Spesso si rimane con il dubbio di aver fatto la scelta migliore per il bene dei propri bambini. Negli ultimi cinquant’anni si è passati, da modelli eccessivamente autoritari ad altri fin troppo permissivi. Oggi qual è la tendenza prevalente? Ora più che mai si cerca una terza via: un modello troppo lassista infatti fallirebbe lo scopo educativo principale (cioè far crescere individui responsabili e autonomi), viceversa troppo rigore e troppa severità finirebbero con il creare un muro di incomunicabilità fra le diverse generazioni. Cerchiamo allora di individuare alcuni punti chiave che rendono le punizioni adeguate alle necessità dei bambini.

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Le sette regole (più una) delle punizioni efficaci

Per funzionare al meglio, le punizioni devono essere:

Immediate

I bambini, soprattutto quando sono piccoli, vivono nel presente. Non si può quindi rimandare le punizioni a un tempo futuro (tipo “stasera quando rientrerà papà vedrai”), ma è necessario legarle all’evento in corso. Altra cosa importante: dobbiamo sempre spiegare perché li puniamo, altrimenti rischiamo di apparire ai loro occhi come ingiusti e cattivi.
Esempio: “Non devi tirare la macchinina in testa a tua sorella! Te l’ho già detto. Adesso te la ritiro per un’ora”.

Private

Le punizioni non devono mai colpire la sensibilità dei nostri figli, la loro autostima e la capacità di realizzare i loro interessi e di intrecciare le relazioni con i coetanei. Non è quindi una buona punizione quella che nega ai bambini la vacanza in campeggio, la festa di compleanno dell’amico, il corso di chitarra. Assolutamente da evitare le punizioni plateali, umiliandoli davanti ai loro amici.
Esempio: “Non hai fatto i compiti? Questo pomeriggio salti il quarto d’ora di cartoni animati…”.

Singolari

I bambini che passano continuamente da un castigo all’altro non ne comprendono più il valore ma tendono a viverlo come routine quotidiana. Le punizioni, per essere ricordate, devono mantenere un carattere di eccezionalità e suscitare nei bambini una piccola emozione negativa.
Esempio: “Ti punisco perché hai fatto questo, che non dovevi fare. La prossima volta te lo ricorderai”.

Brevi

Le punizioni non devono durare in eterno. E alla prima occasione in cui i bambini dimostrino di aver capito e di aver cambiato atteggiamento, bisogna subito ripristinare la pace. Questo per non cadere nel “ricatto” delle frasi tipo: “Tu non mi vuoi più bene!”.
Esempio: “Adesso è finita. Lo so che tu hai capito“, “Stavolta sei stato proprio bravo!“.

Incoraggianti

Le punizioni migliori devono essere piccole, simboliche. Devono sempre e solo sanzionare il comportamento dei bambini incentivando la loro crescita e mai squalificarli o umiliarli.
Esempio: mai dire “Sei cattivo!” ma “Hai fatto una cosa cattiva!”.

Esecutive

Inutile minacciare punizioni esemplari che poi quasi mai vengono portate a compimento. Meglio riservare le punizioni alle poche occasioni nelle quali i bambini le meritano e portarle avanti fino in fondo.
Esempio: non ha senso dirgli: “Stai senza televisione per 2 mesi”, quando è evidente che non si riuscirà a portare a termine la minaccia.

Possibili

Le punizioni devono essere a misura dei bambini: non si può pretendere da loro qualcosa che non sono ancora in grado di fare o di comprendere e non devono mai riguardare il mangiare o il dormire.
Esempio: mai dire “Guarda che ti mando a letto senza cena!”

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La regola delle regole

Fate attenzione ai vostri sensi di colpa: se, subito dopo aver vietato il giro di giostra gli comprate il gelato, state dando un messaggio contraddittorio che può disorientare i bambini.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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