Manipolatori: se li riconosci, li eviti

Per rendere inoffensivi i manipolatori, rinuncia all’immagine fissa e statica che hai di te facendo leva sull’immaginazione: il risultato ti sorprenderà

Manipolatori: se li riconosci, li eviti
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
06.03.2017

Alcuni rapporti sembrano destinati unicamente a farci del male tanto che, alla lunga, i piccoli disagi iniziali rischiano di evolvere in patologie fastidiose e durature, come ansia, panico e depressione.
Chi ne è vittima si ritrova a ripetere meccanicamente lo stesso copione, impersonando ogni volta la parte del più debole, surclassato dalle pretese dell’altro (il manipolatore) ma incapace di sottrarsi alle sue aspettative.
D’altro canto, chi riesce a uscire da tali relazioni, anche a distanza di molti anni, spesso rifiorisce.
Diventa quindi indispensabile, per chi si trovi imbrigliato in legami soffocanti, capaci di consumare preziose energie senza mai rigenerarle, interrompere al più presto la dinamica innescata dai manipolatori.
Tra le strategie adatte a questo scopo troviamo senz’altro l’immaginazione: per sfruttarla al meglio, è sufficiente tenere a mente che per liberarsi dai manipolatori emotivi non serve essere più forti ma solo più flessibili.

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Liberati dai manipolatori con il gioco di ruolo

Ecco un ottimo modo per annullare, come per magia, il potere inspiegabile che l’altro esercita su di te. Spesso gli schemi mentali sono così rigidi da impedire una qualsiasi trasformazione della nostra persona e delle situazioni che vive.
Non è necessario che l’altro cambi, è sufficiente che lo faccia tu: se lui applica sempre lo stesso schema, invece di cascarci, comincia a immaginare di agire diversamente, magari proprio come fa il tuo manipolatore.
Visualizza un altro te, capace di rispondere a tono, offrendogli, come uno specchio, un’immagine riflessa che lo sorprenda e che lo spiazzi: quella dell’aguzzino che ti tiene in scacco.
Spesso per riuscirci è necessario riconoscere le proprie zone d’ombra, le stesse che siamo abituati a proiettare sull’altro e con le quali alimentiamo la sua sfera d’influenza. Riappropriandoci di ciò che a lungo abbiamo negato a noi stessi saremo in grado di dar vita a una nuova identità, destinata a intraprendere percorsi inediti e a dare corso a nuovi sviluppi.

 

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Punta solo su di te

L’immaginazione “abita” nel cuore dei poteri terapeutici della mente; questo significa che sfruttando la fantasia siamo in grado di dar vita a stati di benessere che credevamo perduti.
Spesso ci innamoriamo di qualcuno che ci ha fatto sentire speciali, persone uniche e desiderate oppure ci ha fatto vivere emozioni particolari e così, malgrado il rapporto si sia ormai deteriorato, rimaniamo legati alle sensazioni del passato e al benessere sperimentato allora.
Quello che bisogna capire, in questi casi, è che certi stati d’animo non sono dovuti alla persona che ci aveva ammaliato e che oggi ci ferisce: sono nostri, solo nostri.
Lui non ha fatto altro che portarli alla luce.
Ecco che allora può bastare riconoscere i lati di noi che il manipolatore era riuscito a risvegliare e concentrarci su tali percezioni per tornare a sentirsi come una volta. Affidandosi al potere delle immagini, è possibile figurarsi in situazioni propizie a esprimere al meglio sensazioni e aspetti personali che ci fanno stare bene: passione, allegria, spensieratezza. In questo modo sarà possibile liberarsi dalla morsa dei manipolatori, felici di farlo e senza alcun ripensamento.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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