Impotenza maschile: cause, sintomi e come affrontare la disfunzione erettile

Scopri cos’è l’impotenza maschile, quali sono cause, sintomi e rimedi, e quando la disfunzione erettile può avere origine psicologica

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Cos’è l’impotenza maschile?

L’impotenza, o disturbo maschile dell’erezione, è una persistente o ricorrente incapacità di raggiungere, o di mantenere, un’adeguata erezione fino al completamento dell’attività sessuale. È spesso associata ad ansia da prestazione, timore di fallimento, preoccupazioni sulla prestazione sessuale e a una ridotta sensazione soggettiva di eccitazione sessuale e di piacere.

L’impotenza viene subito percepita come un attacco alla propria virilità: la sensazione è quella di non funzionare più come uomo e, di conseguenza, la prima reazione è sopprimere il sintomo quanto prima, per tornare ad avere un’immagine di sé forte e potente. L’attenzione, perciò, si sposta unicamente sul pensiero di “dover funzionare”, quindi sulla performance. Ma l’unico risultato che si ottiene è un’inibizione dell’erezione stessa. Questo meccanismo fa passare in secondo piano un conflitto in atto e distoglie l’attenzione dalla propria sfera emotiva. L’impotenza, invece, offre una possibilità di riflessione sul proprio modo di vivere le relazioni e l’immagine che si ha di sé stessi.

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Le diverse forme di impotenza maschile

I sottotipi delle disfunzioni sessuali si riferiscono all’esordio, al contesto e ai fattori eziologici associati. Vediamo come.

  • Esordio: l’impotenza può essere sempre stata presente dall’inizio della propria attività sessuale di coppia oppure può manifestarsi in uno specifico momento della vita, dopo un periodo di funzionamento normale.
  • Contesto: la disfunzione erettile può essere sempre presente con qualsiasi tipo di stimolazione, di situazioni o di partner oppure essere limitata ad alcuni di essi.
  • Fattori eziologici: le cause dell’impotenza possono essere di natura psicologica oppure dipendere da condizioni fisiologiche e mediche.

Quando, per esempio, l’impotenza è sempre stata presente, probabilmente manifesta una paura nel lasciarsi andare e coinvolgersi nella sfera sentimentale e affettiva. Oppure denota una paura nel non saper rispondere adeguatamente alle aspettative che l’altra persona, la famiglia e la società “impongono”. Quando il sintomo si manifesta in uno specifico periodo o in una specifica relazione può rappresentare un “No” che l’uomo non è riuscito a dire a sé stesso, un “No” a un rapporto di coppia nel quale vi è conflittualità e rabbia o che non si vuole più portare avanti.

Inoltre, può avvenire in due diversi momenti dell’attività sessuale.

  • All’inizio: in questo caso l’impotenza può essere accompagnata o meno da un calo del desiderio sessuale e segnala una fortissima ansia da prestazione. In una riduttiva visione dell’atto sessuale, l’uomo identifica il suo valore nella capacità di avere un’erezione immediata, valida e duratura. Vi è perciò un’estrema attenzione rivolta alla performance, tanto che questo comportamento finisce per inibire l’erezione. In questo caso, attraverso il sintomo, la propria voce interiore potrebbe esprimere un “No” a un modo di vivere l’intimità o a quel partner che in realtà non piace ma a cui si ha detto comunque di sì.
  • Dopo la penetrazione: in questo caso l’erezione viene meno durante lo svolgimento dell’atto penetrativo. Questo può indicare una conflittualità con l’altra persona o con sé stessi, che solitamente è conosciuta ma che si tende a ignorare, come ad esempio della rabbia non espressa. Non è solamente dunque un rifiuto nei confronti di quel partner ma può riguardare anche un certo modo di vivere l’atto sessuale: per esempio, un rapporto troppo frettoloso e privo di intimità, passionalità ed emozioni.
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I sintomi dell’impotenza maschile

I sintomi dell’impotenza coinvolgono sia la dimensione psichica che quella corporea. Ecco quali sono.

I sintomi psicologici dell’impotenza

  • Ansia
  • Senso di colpa
  • Senso di fallimento

I sintomi somatici dell’impotenza

  • Incapacità di raggiungere l’erezione
  • Incapacità di mantenere l’erezione
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Epidemiologia dell’impotenza maschile

L’impotenza colpisce circa il 13% della popolazione maschile, ma l’incidenza di questa condizione cambia a seconda dell’età. Recenti studi hanno dimostrato come l’impotenza aumenti con l’aumentare dell’età. In Italia, è un sintomo presente in circa il 40% degli uomini sopra i 50 anni e vi è una percentuale di circa il 5% anche nei giovani tra i 20 e i 40 anni.

 

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Le cause dell’impotenza maschile

L’impotenza viene spesso collegata a cause organiche e, quindi, come prima cosa si tende a ricercare un medico per avere una soluzione immediata e facile per risolvere il sintomo. In genere, le cause psicologiche vengono ignorate e, di conseguenza, si fatica a rivolgere lo sguardo verso il proprio mondo interno. Questi che seguono sono alcuni tra i fattori psicologici maggiormente implicati.

L’impotenza, come sintomo, porta con sé un messaggio importante che va accolto e osservato. La mancata erezione o l’afflosciamento del pene durante il coito costringono a interrompere il rapporto sessuale poiché si stanno reiterando delle dinamiche che allontanano l’individuo dalla propria natura, dai propri desideri profondi, dalle proprie emozioni e modalità creative di vivere la sessualità.

Quando ci si iper osserva e ci si giudica è impossibile cogliere tutta la dimensione emotiva e istintiva, che sono centrali nell’ambito sessuale.

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Fattori di rischio

Esistono alcuni fattori che aumentano il rischio di incorrere nell’impotenza nel corso della propria vita, soprattutto con l’avanzare degli anni. Ecco i principali.

  • Diabete e malattie cardiovascolari
  • Fumo
  • Sovrappeso e obesità
  • Assunzione di alcuni farmaci
  • Depressione, ansia e altri problemi di natura psico-emotiva
  • Abuso di alcol
  • Uso di droghe
  • Relazione di coppia conflittuale e/o non soddisfacente
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Come capire se l’impotenza maschile è psicologica?

Il primo segnale che ci permette di comprendere se si tratta di un’impotenza di natura psicologica è la presenza di erezioni spontanee notturne e mattutine: se sono presenti significa che il problema non è organico, ma che subentrano aspetti psicologici, emotivi e relazionali nell’ambito della sessualità. È consigliabile, in caso di prolungata disfunzione, fare una visita andrologica per escludere patologie mediche.

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Conseguenze relazionali e psicologiche

L’impotenza, in un contesto sociale dove in genere regnano stereotipi sulla virilità e la mascolinità, può creare un circolo vizioso nel quale l’uomo dirige i suoi pensieri unicamente sul “devo funzionare”, che trascina con sé una serie di conseguenze psicologiche, come le seguenti.

Oltre a manifestare un disagio di coppia presente in sottofondo, l’impotenza può aggravare la situazione, portando alla luce incomprensioni comunicative. Il partner può inizialmente credere che ciò accada per colpa sua. Ma, alla lunga, questa colpa viene riversata sull’uomo che ne soffre, peggiorando l’impotenza in sé, compromettendone l’autostima e suscitando conseguentemente rabbia e rancore verso un partner che viene vissuto come castrante. È importante, invece, rafforzare l’alleanza di coppia poiché il problema riguarda entrambi e richiede solidarietà e sostegno.

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Come risolvere l'impotenza maschile

L’impotenza si può risolvere innanzitutto evitando di contrastare e combattere i sintomi. Si tratta infatti di meccanismi che vengono messi in atto dalla psiche per interrompere comportamenti e atteggiamenti disfunzionali rispetto alla spontaneità e all’autenticità dell’esperienza sessuale. Di fronte all’impotenza di natura psicologica è importante lasciarsi andare alle sensazioni e alle emozioni che l’impotenza porta con sé, senza respingerle o rifiutarle.

Occorre inoltre orientare le proprie energie verso la propria carica sessuale non solo in camera da letto ma anche nelle proprie passioni personali. In questo senso, l’impotenza diviene una grande occasione per ampliare il proprio sguardo e la propria immagine di sé come uomo, comprendendo che vi è anche altro. La virilità e la potenza sessuale non sono da considerare ed esprimere solo e unicamente tra le lenzuola. In quali altri ambiti della vita non si sta esprimendo la propria forza, la propria potenza? Ascoltare e dar voce a quei “No” porta a ridefinire i propri confini, i propri limiti, i propri desideri, aiutando a diventare protagonisti della propria vita.

Michael Morelli
Psicologo

laureato in Sociologia presso l’Università Sorbona di Parigi. Collabora con l‘Istituto Riza di Medicina Psicosomatica e con le riviste Riza Psicosomatica e Riza Relax.

 

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