Olio di cocco, il condimento light anti colesterolo

L'olio di cocco contiene principalmente grassi saturi e quindi non alza i livelli di colesterolo cattivo, aiutandoti anche a smaltire i lipidi in eccesso

Olio di cocco, il condimento light anti colesterolo
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
09.02.2017

L’olio di cocco è un ottimo prodotto da utilizzare per la cottura dei cibi. I suoi grassi (per lo più saturi), infatti, non aumentano i livelli di colesterolo cattivo ma anzi equilibrano la percentuale di zuccheri e grassi nel sangue.
In particolare, l’acido laurico contenuto nell’olio di cocco (e nel latte materno) è antimicrobico e antifungino e aiuta a ripulire l’organismo dalle tossine e dai microrganismi che provocano fermentazione e gonfiore nel tratto intestinale.
L’utilizzo di olio di cocco in cucina aiuta anche a smaltire i lipidi in eccesso, poiché gli acidi grassi che contiene sono facilmente digeribili e dal fegato vengono convertiti in energia anziché essere immagazzinati sotto forma di adipe.

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Usalo sulle insalate o nei dolci al posto del burro

L’olio di cocco si può usare “a crudo” (va solo leggermente scaldato perché tende a solidificarsi), ad esempio su insalate o piatti di pesce, oppure cotto perché non si deteriora con le alte temperature come altri oli vegetali.
Inoltre, il suo sapore neutro lo rende adatto a tutte le pietanze, anche per la preparazione dei dolci da forno al posto del burro (circa 1/3 in meno).

 

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Scegli sempre un olio di cocco non trattato

L’olio di cocco è considerato stabile, cioè tende a ossidarsi e irrancidirsi meno rispetto ad altri oli vegetali, ma va comunque conservato preferibilmente lontano da fonti di luce e di calore.
Poiché è molto importante che questo prodotto non abbia subito processi deodoranti o decoloranti, dai la tua preferenza all’olio di cocco di origine biologica, extravergine e spremuto a freddo.

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Il riso con l'olio di cocco ha meno calorie

Alcuni ricercatori della facoltà di Scienze Chimiche dell’Università di Colombo (Sri Lanka) hanno scoperto che utilizzare l’olio di cocco per cucinare il riso ne ridurrebbe la capacità calorica.
L’amido contenuto nel riso, infatti, può diventare un nemico della linea. Ma questo dipende anche da come il chicco viene cucinato. Con una cottura con l’olio di cocco, il contenuto di amido resistente (il meno assimilabile dal corpo) aumenta di oltre il dieci per cento. Gli studiosi hanno presentato i risultati del loro studio durante il meeting dell’American Chemical Society.
La ricerca, effettuata in laboratorio, consisteva nel cucinare 38 tipi diversi di riso in 8 differenti modi. Tra tutte le tecniche di cottura, quella che è risultata più efficace per ottenere un piatto “light” è stata la bollitura per circa 20 minuti (o sobbollitura per 40 minuti) aggiungendo all’acqua, prima del riso, dell’olio di cocco in quantità pari a circa il tre per cento del riso stesso, e facendo poi raffreddare il riso pronto in frigorifero per 12 ore, un meccanismo che tende a convertire l’amido assimilabile in un carboidrato resistente.

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I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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