Non riesci a rimanere incinta? Non farne un’ossessione

Il pericolo è che questo desiderio legittimo si trasformi in un pensiero fisso: se un figlio non arriva, occorre arrendersi e l'anima ci sorprenderà...

Non riesci a rimanere incinta? Non farne un’ossessione
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
10.10.2017

Ci scrive Sebastiano, preoccupato per un problema che sta minando la serenità del suo matrimonio.

“Io e mia moglie siamo sposati da cinque anni e ancora non abbiamo bambini. Ci abbiamo provato fin dall’inizio perché entrambi sogniamo una famiglia numerosa, ma fino a oggi niente da fare. Abbiamo fatto visite ed esami di ogni sorta, ci hanno proposto diverse terapie ma nessuna è andata a buon fine, neppure l’inseminazione artificiale. Per mia moglie è diventata un’ossessione, non fa che parlare di quello, con me, con le amiche, con i suoi genitori. Io le dico che abbiamo comunque noi stessi, che possiamo stare bene anche così, ma lei non sente ragioni. È sempre triste, io mi sento ogni giorno più solo e non so come comportarmi…”.

1

Rimanere incinta non è automatico

Un bambino che non arriva, una donna che non riesce a rimanere incinta pur desiderandolo: un fatto comune che può diventare una sfida perversa, un’ossessione, un gioco al massacro che travolge la sessualità, il piacere di fare le piccole cose insieme, la progettualità, i sentimenti.
Per quale motivo a volte accade che una gravidanza tanto desiderata non arrivi e che quindi il desiderio di rimanere incinta si trasformi in una chimera? Non c’è mai un’unica ragione dietro un evento tanto complesso, ma la psicosomatica suggerisce questa lettura: quanto più un desiderio è dell’Io, tanto più l’anima lo boicotta, tanto più quel desiderio è del Sé (ovvero della psiche totale, la “somma” della coscienza e dell’inconscio, avrebbe detto Carl Gustav Jung), tanto più lo asseconda.

 

I prodotti Riza per te

2

Se diventa un obbligo, l'anima ti boicotta

L’anima mette in campo questo “stop” per buoni motivi: se il figlio non è atteso come un lieto evento, ma come un obbligo, qualcosa che la vita “ci deve”, allora sarà difficile che avremo con quel figlio un rapporto sereno ed equilibrato. Quindi l’anima non lo fa arrivare, non certo come punizione, ma perché si aprano gli occhi e si affronti il problema da un’altra prospettiva, più armonica.
La moglie di Sebastiano è entrata in una specie di loop che va interrotto prima possibile, e questo allontana: in tali casi una psicoterapia di coppia potrebbe essere la via più breve.
Tocca a te, Sebastiano, proporla: dille che serve a voi, per non perdervi. Perché senza il “due” non può esserci il “tre”.

3

Accanirsi, la scelta più sbagliata

Data l’interpretazione psicosomatica, ogni coppia ha comunque i suoi tempi e la sua fertilità, che dipende anche da altri fattori non controllabili o comprensibili. Una cosa è certa: se un bambino non arriva vuol dire che non è arrivato il suo momento.
Bisogna sospendere l’accanimento: scatena ansia e stati interiori che ostacolano il concepimento
. Occorre invece dedicarsi ad altro: a se stessi, al partner, ad altri interessi.
A volte proprio quando cessa di essere un progetto mentale cui dedicare sforzi, quando si smette di cercarlo e ci si affida alla vita, il figlio arriva.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

Vai alla scheda dell’autore

WhatsApp