Miglio: un cereale gluten-free per depurare l’intestino
Puoi gustare il miglio in fiocchi con il latte di soia o tostare i suoi chicchi in olio evo abbinandoli ai legumi: in più, il suo olio è un grande antiage.
Nei piccoli chicchi di miglio si concentra una combinazione molto interessante di nutrienti: carboidrati complessi facilmente digeribili, una buona quota di fibre e minerali come magnesio, fosforo, potassio e silicio. È un cereale naturalmente privo di glutine, dall’ottima tollerabilità gastrica, indicato anche per chi ha lo stomaco sensibile o tende all’acidità. Nonostante l’aspetto semplice, è una fonte di energia leggera, sazia senza appesantire ed è adatto a chi segue un’alimentazione varia e naturale. La presenza di silicio e di alcuni antiossidanti lo rende un alimento interessante anche per pelle, capelli e unghie, mentre l’assenza di glutine lo rende ben digeribile e indicato per celiaci e sensibili al glutine.
Chicchi di miglio, alleati della tua forma
Il miglio contiene carboidrati complessi a lenta digestione (quindi previene i picchi glicemici che causano il rallentamento del metabolismo), una piccola quota di grassi insaturi e proteine di discreta qualità. Apporta vitamine del gruppo B e contiene minerali utili come magnesio, potassio e silicio, con un amido più digeribile rispetto a quello di altri cereali. La parte proteica, pur presente in quantità intorno al 12%, ha un valore biologico non elevato perché carente di alcuni aminoacidi essenziali, soprattutto di lisina: per questo è ideale abbinarlo ai legumi, così da ottenere un pasto completo dal punto di vista proteico. Nel miglio è presente anche acido glutammico, un aminoacido coinvolto nei processi energetici muscolari.
Con il miglio riduci l'acidità nell'organismo
Secondo la scuola medica salernitana, il miglio serviva per eliminare gli umori superflui. Oggi sappiamo che questa reputazione deriva dalla sua digeribilità e dal contenuto di fibre e amidi facilmente assimilabili, che aiutano la regolarità intestinale. È uno dei cereali con minore carico acidificante e per questo risulta particolarmente indicato quando si segue un’alimentazione riequilibrante o nei periodi di affaticamento digestivo. Favorisce una sensazione di leggerezza e può essere utile a chi tende a gonfiore e meteorismo, soprattutto se consumato ben cotto e masticato lentamente.
È gluten free, quindi perfetto per i celiaci
Il miglio non contiene glutine e può quindi essere consumato senza problemi dalla maggior parte delle persone con celiachia o sensibilità al glutine. Poiché durante la raccolta e lo stoccaggio può venire a contatto con altri cereali, è importante scegliere miglio certificato senza glutine, soprattutto in caso di celiachia diagnosticata. L’Associazione Italiana Celiachia lo inserisce tra i cereali idonei all’alimentazione gluten free.
Effetto benefico su stomaco e intestino
Grazie alla sua composizione, il miglio è un cereale che risulta morbido, digeribile e poco irritante. È adatto (valutando sempre la sensibilità individuale) in caso di gastrite, reflusso o colite, perché non appesantisce e fornisce energia senza stimolare eccessivamente la secrezione acida. La masticazione favorisce la formazione di una consistenza cremosa che risulta piacevole e ben tollerata anche da chi ha un apparato digerente più sensibile. Può essere introdotto nelle fasi di recupero dopo periodi di affaticamento digestivo o stress intestinale.
Utile per cuore e circolazione sanguigna
Il miglio contiene minerali come magnesio e potassio, che contribuiscono alla normale pressione sanguigna. Offre anche una piccola quantità di fitocomposti antiossidanti, tra cui alcuni fitosteroli, che partecipano alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Pur non essendo un alimento “curativo” per il colesterolo, ma inserirlo nella dieta un paio di volte alla settimana al posto di cereali più ricchi di grassi saturi o sodio può favorire una maggiore leggerezza e un migliore equilibrio dell’alimentazione complessiva.
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Come si cucina il miglio
Il miglio va risciacquato con cura sotto acqua corrente, anche più volte. Si può tostare leggermente in una padella o in forno per esaltarne l’aroma. Si cuoce con due parti di acqua per una parte di miglio: dopo l’ebollizione si abbassa la fiamma e si lascia cuocere per circa 20 minuti, finché il liquido è assorbito. Dopo la cottura è utile lasciarlo riposare per una decina di minuti, così i chicchi diventano più morbidi e gonfi. È un’ottima base per insalate, piatti unici con legumi, verdure o pesce, oppure per preparazioni vegetariane leggere. Si abbina bene anche a rucola, pinoli, pomodori secchi, ceci o tofu.
Curiosità nutrizionali
• 100 g di miglio cotto apportano circa 120 kcal, 3–4 g di proteine, 1 g di grassi e 23–25 g di carboidrati complessi.
• Contiene fibra solubile e insolubile, utile per la digestione e per modulare l’assorbimento di zuccheri e grassi.
• L’abbinamento con legumi consente di ottenere un profilo proteico completo, ideale per chi segue un’alimentazione vegetariana.