18 July 2012

Non dimenticare le tue radici

 

 
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Rossella 02/10/2012 00:00

Rossella

Grazie

adriana 17/09/2012 00:00

adriana

Siamo pieni di problemi forse perchè in realtà non viviamo più ????.... ci lasciamo solo vivere.....e questo gentile prof morelli è pane per i suoi denti.
Salutoni adriana.

Decio 14/09/2012 00:00

Decio

Le radici, il buio e il silenzio.

francesca 11/09/2012 00:00

francesca

Gntilissimo dottor Morelli. Mi sento persa e non so come poter aiutare mio figlio al quale è stata diagnosticata un disturbo bipolare della personalità. improvvisamente dopo un percorso di figlio, studente, lavoratore, compagno perfetto (troppo a mio avviso che sono assolutamente imperfetta) pare impazzito e sta mandando a monte tutto ciò che ha raggiunto con assoluto impegno e costanza. Laurea e master con massimo dei voti in Italia e all'estero, relazione di 7 anni con ragazza perfetta, lavoro ambitissimo con assunzione immediata e relativo stipendio impensabile per un ragazzo di 26 anni. Io non voglio che lo curino con psicofarmaci, ma siccome sono l'unica a vedere questa crisi come la sua via di salvezza, lui, terapeuti e resto della famiglia ritengono di dover curare in questo modo il suo disturbo!!!! Mi aiuti la prego. Sono sola contro il resto del mondo. Sto sbagliando tutto? Io lo amo incondizionatamente. Ancora di più ora, se possibile, che è così imperfetto!

Iris 13/08/2012 00:00

Iris

Buongiorno Dott.Morelli, volevo chiederle un consiglio. Mi piace molto quando lei dice che smettere di fare i progetti e di abbandonarsi allo sconosciuto, alla giornata. Ed io provo a fare come dice lei ... ma proprio quando mi sento vuota, senza progetti, mi viene una paura grandissima, perchè ho paura di perdere i miei riferimenti, la mia strada. Una sensazione di non saper più chi sono e cosa devo fare. Temo che andando avanti così non potrò costruire nulla, arrivare da nessuna parte. E quindi torno indietro e torno a ripensare ai miei "progetti", alla mia vita, ad avere un obiettivo (che poi in realtà non so neanche bene cosa voglio...). Ma quello che vorrei chiederle è se questa sensazione di vuoto, questa paura, questo perdersi, è lo stato a cui si riferisce lei, questo stato che ci fa bene. Spero di essermi spiegata bene. Grazie di tutto, Saluti.

Francesco 13/08/2012 00:00

Francesco

Buon giorno Dott. Morelli
Le scrivo perché sto vivendo una situazione che non so come meglio gestire. Anche se ho cercato di prendere degli spunti dal Suo libro Amare e non pensare, ancora oggi mi pongo delle domande.
Ho 4 figli ( età 2/6/8/12 ) e mi sono separato da qualche mese. Mi sono innamorato di una donna che a sua volta ha 2 figli ( età 10/13 ). Anche il suo matrimonio è in crisi da tanto tempo ma non ha mai lasciato il marito credendo di fare del male ai suoi figli.
Ci siamo frequentati in questi 2 mesi. Adesso quando si dialoga di cose più serie ci poniamo dei problemi su cosa succederà...come gestire il nostro rapporto, sarà facile gestire il rapporto con e tra i rispettivi figli, come spiegare tutta la situazione ai ragazzi e come la prenderanno.
Ad entrambi è arrivato Eros. Lo so che dovremmo cercare di non pensare, anche perché i pensieri sono spesso negativi, soprattutto sulla possibilità di riuscire a portare avanti la situazione.
Certo non possiamo sapere cosa succederà domani, però guardandoci negli occhi ci diciamo da dove iniziare, non è facile lo sappiamo perché sono sempre 6 figli da gestire con i tempi, scuole ecc ecc . Le chiedo da parte di entrambi un consiglio per toglierci questa paura dentro di noi.
Grazie
F. e P.

Ermione 12/08/2012 00:00

Ermione

Gentile Dottor Morelli,
ho solo 19 anni (mi piace precisare quel "solo", perchè è l'unica qualità che realmente mi riconosco al momento: la giovinezza) e sono al mio primo anno di Università, che probabilmente terminerò con un unico esame non svolto.

Una volta fuori dagli obblighi liceali, mi è stato chiesto di scegliere in piena libertà - se non col minimo senso pratico tipico di un genitore - la mia strada ed io "non mi trovavo" più da circa due anni, fase in cui sono stata coinvolta da un sentimento del tutto platonico per un ragazzo, costruito dalla mia sola mente; il tutto dopo aver rifiutato il ragazzo stesso, che all'inizio si era dichiarato. Quella mia scelta, che si era rivelata così sbagliata - il rifiuto -, segnò la condanna di un lungo tormento e lui divenne quasi un'ossessione da cui mi liberai, come ci si libera dalle ossessioni: dichiarandole e sperando che mi lasciassero definitivemente in pace... Avevo la Maturità e mi concentrai soltanto sullo studio - che studentessa modello (e che incredibile ignorante nei riguardi dei suoi sentimenti)! Fu una liberazione per la mente invasa dalle immagini di lui.

Ma la questione del mio oggi non è d'amore. Tuttavia, l'ossessione e l'ossessività son diventate il mio pane credo proprio a partire da quell'esperienza. Feci la scelta dell'università guidata dall'immagine di scrittrice che avevo di me sin da piccola - eppure non ho mai scritto nulla di significativo, se non poesiole, o qualche trama incompleta, eppure già da piccola, quando lo dicevo la sentivo come una realtà più grande di me, immensamente più grande ed irrealizzabile. Prima dell'annullamento, rappresentato da questo amore, avevo un sincero interesse per l'informazione, la politica e lo sbocco naturale mi appariva essere il giornalismo; prima dell'annullamento disegnavo.

Al momento della scelta, invece, mi sono accorta di quanto fossi poco certa di intraprendere quella strada; all'ultimo secondo scelsi Lettere Classiche per la possibilità maggiore nell'insegnamento grazie allo studio del greco, che mi avrebbe permesso l'accesso a più classi di concorso eccetera, eccetera (provengo da un liceo classico)... Non amo l'insegnamento e non voglio diventare una mediocre e scarsa latinista\grecista che sa trasmettere solo la frustrazione di un futuro mancato ai suoi studenti. Sto odiando la mia facoltà; il mio primo anno è stato una lunga scia di mesi in cui ho perennemente rimuginato, in maniera inconcludente e ho studiato pochi giorni\ settimane prima di un esame. Anche riuscendo discretamente (all'ultimo esame ottimamente), non ho provato soddisfazione - forse dopo l'ultimo esame ho soltanto provato minuti di gioia perché percepii che potevo ancora valere qualcosa. Non la avverto come una mia scelta.
Ho solo 19 anni. Al liceo mi avevano fatto credere potessi aspirare a qualunque cosa volessi, senza permettermi di comprendere cosa realmente cercassi io.
Fernando Pessoa affermava: "Mi hanno riconosciuto subito per quello che non ero e non ho smentito, e mi sono perso. Quando ho voluto togliermi la maschera, Era incollata alla faccia"; mi sento esattamente in questo modo, o non-modo.
In questi giorni, tuttavia, sembra che il suo consiglio di guardarsi dentro mi abbia scossa. Ma io che credo solo nell'impegno e nella fatica per l'autoaffermazione, riesco difficilmente a lasciarmi andare ed i pensieri, il rimuginare, l'insoddisfazione ed il bruciore che avverto, sono sempre lì al varco.
Tenterò di seguire ciò che lei saggiamente consiglia, oramai non mi resta che fidarmi.

Spero che mi legga - inutile dirle che spero mi risponda -, in ogni caso la ringrazio. Un saluto di cuore.

Francesco 02/08/2012 00:00

Francesco

Caro Dott. Morelli mi chiamo Francesco, ho 24 anni e sono diventato un canale...si un canale, nel vero senso del termine..ho deciso di accogliere dentro di me qualsiasi tipo di emozione mi attraversi, positiva o negativa che sia, disagi, paure, sensi di colpa...compreso quel dialogo mentale che molto spesso ci sorprende senza che ne siamo consapevoli.. e l'ho fatto senza reprimere o rifiutare NULLA, ma accettando senza alcuna forma di condanna o semplice giudizio
Nei suoi libri invita spesso ad utilizzare la fantasia, all'immaginazione come medicina per l'anima..e proprio per questo le chiedo se un vagare con la fantasia (e quindi con la mente) non sia in contrasto con il concetto di vuoto e di presenza nell'istante presente..lei per me è prima di tutto un vero alchimista e sarei curioso di avere un chiarimento se è possibile su questo aspetto

Con profonda stima

Francesco

Francesco 01/08/2012 00:00

Francesco

Egregio Dott. Morelli,

Mi chiamo Francesco, ho 24 anni ed ho letto un paio di suoi libri che ho trovato molto interessanti. Ho ascoltato i suoi preziosi consigli, non reprimo Piu i miei disagi e le mie emozioni negative (che sono la maggioranza di cio che provo durante la giornata) ma accetto tutto cio che mi attraversa senza giudizi alcuni....sto rinunciando a cercare di capire certe cose e mi sto comportando come un semplice canale attraversato da qualsiasi sensazione (compresi pensieri, dialoghi mentali ed immaginari che pero' adesso guardo da un'ottica diversa..come un osservatore esterno)
C'e pero' un concetto che mi ha colpito molto e che puo forse risultare contraddittorio: l'immaginazione e le fantasie come un toccasana, un antidoto per l'anima, un'esPressione della stessa. Allora le chiedo: l'immaginazione non e' un allontanamento dalla realta' e in particolar modo dal concetto di "presenza" e di attenzione al momento presente base degli insegnamenti alchemici???
il restare presenti inoltre richiede uno sforzo, per cui dobbiamo in qualche modo sforzarci nell'ottenere questo stato.

con stima

Francesco

sara 01/08/2012 00:00

sara

che significa di preciso perdersi nelle immagini?

 
 

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