02 February 2010

Star bene con se stessi

 

 
Star bene con se stessi mask
 

 
Cari amici, Oggi col mio blog apro una nuova finestra sul web, che permetterà a chi lo vorrà di seguirmi e di dialogare con me. Nei miei interventi toccherò ogni volta temi diversi, il cui denominatore comune può riassumersi nel titolo del mio primo post: "Star bene con se stessi". Per fare questo occorre in primo luogo smettere di correggersi, di giudicarsi, di pretendere di essere diversi da come siamo. Se, quando arriva un malessere, impariamo a non dirci nulla e a non ragionarci sopra, la nostra essenza ne trarrà giovamento. Guardare il malessere senza dare una spiegazione è il metodo più efficace per ritrovare il benessere.

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Barbara 13/11/2012 00:00

Barbara

Le sue parole mi sono di grande aiuto.... veramente.... il mio problema è che perdo spesso la mia autostima, aiutata anche da mio marito che mi dice sempre che non sono in grado di fare nulla, e .... solo le sue parole mi riportano alla realtà.
Non è facile affrontare la vita.... a volte ci riesco a volte no. Il vero problema è riuscire a trovare me stessa per poter accettare tutto il resto....

Gianfranco 10/11/2012 00:00

Gianfranco

Dottore Morelli ho letto diversi suoi libri che mi sono molto serviti.leggendo ho capito che quello che lei ci spiega non e altro che le cose che sono naturalmente dentro di noi e che con il corso della nostra crescita noi dimentichiamo.Ci dimentichiamo del nostro seme che cresce dentro di noi che diventa albero per spostare lo sguardo fuori e riempire la mente di ragionamenti inutili.Incominciamo a pensare di cambiare per ritrovarmi un gran vuoto dentro che finivo a riempire di cibo .Un giorno per caso ho comprato dimagrire senza dieta e ho incominciato a vedermi di nuovo dentro e a liberare il mio albero da erbace ,parassiti per ritrovare la mia energia vitale che mi a portato in dono un ritrovato rapporto con mio padre e uno spledito rapporto con mio moglie.Per questo la voglio ringraziare e incontrare se passa nelle vicinanze dell'Abruzzo.

Marcella 13/10/2012 00:00

Marcella

Gentile dottore ho letto diversi suoi libri e mi hanno aiutato molto. Ma una cosa che non riesco ancora a spiegarmi è il blocco che ho. Mi spiego meglio. Ogni giorno penso a nuove cose da fare, tipo disegnare, cucire, impiegare il mio tempo in qualcosa di costruttivo ma alla fine non lo faccio realmente e dentro di me cresce l'ansia di non aver fatto niente. Divento ripetitiva e faccio le stesse cose tutti i giorni. Seguendo i suoi blog molto spesso cerco di capire come sto, ma non lo so dire. Non so come sto !Sento che non riesco a fare nulla e ciò un pò mi deprime come se la mia volontà fosse quasi spenta.Sono arrivata fino a un certo punto laureandomi, prendendo un abilitazione professionale che poi non mi ha aiutato a lavorare. Ma questo non lo imputo a me, ma alla situazione generale. Mi sono sposata. Ma da tre anni a questa parte è come se mi fossi spenta.

Rossella 21/09/2012 00:00

Rossella

Carissimo dottore.Sentirla mi dà davvero un senso di pace.L'attacco di pace di cui lei parla mi è successo di sentirlo prima di fare un esame,sentivo l'ansia la paura..piangevo disperata..fino alla fine..fino a quando percepivo il vuoto,quel senso di svuotamento,si saturazione che mi portava a rischiarire le idee..dopo questi momenti andavo all'esame eppure lo passavo.
Sento di soffrire della famosissima sindrome della principessina,una bambolina animata che mi soffoca e non lascia uscire la donna che sono diventata con il tempo,ma che questa bambolina ha sempre soffocato.Vorrei consigli per poter passare questa fase e continuare liberando la donna che già sono.

piseddu elio 18/09/2012 00:00

piseddu elio

GENTILISSIMO DOTTORE,HO UN GROSSO PROBLEMA CON MIO FIGLIO DIVENTIDUE ANNI, è UN RAGAZZO CHE NON HA MAI ASCOLTATO I NOSTRI CONSIGLI NEL SENSO CHE A SCULOA NON HA CONCLUSO NIENTE ,è UN GRADE BUGIARDO NON SI SA MAI QUALE SIA LA VERITA ALCUNE COSE LE SAPPIAMO DA ALTRI, HA PERSINO RUBATO A CASA .SCUSI IL TERMINE MA è UN RAGAZZO (GREZZO.PER ESEMPIO IN MACCHINA UNA LO STEREO A TUTTO VOLUME MALGRADO LE DICIAMO DI ABBASSARE ) IO SONO DISPERATA NON SO PIU COSA FARE ,HO PROVATO CON LE BUONE .CON LE CATTIVE LUI MI DICE CHE HO RAGIONE CHE CAMBIERA' STA TRANQUILLO PER UN PO EPOI è PEGGIO DI PRIMA SONO DISPERATA NON SO PIU CHE FARE

ELYNA 08/06/2012 00:00

ELYNA

Caro Dottore,
sono una donna di 39 anni, madre di una splendida figlia di 12 anni! ho sempre sofferto di ansia e depressione, ma fino allo scorso anno tra alti e bassi sono sempre riuscita a gestirla e a tirarmi su.
Ho sempre attribuito i miei stati d'animo negativi al mio ex marito e prima ancora a mia madre, ma ora che sto seguendo un percorso psicoterapico ho capito che non è così, anche se in verità soprattutto lui non è un sant'uomo. Diciamo che non sono stata in grado di permettergli di vessarmi psicologicamente! ho sempre mendicato il suo amore. Credo che la mia sia stata dipendenza affettiva. Poco prima di separarci (l'ho buttato fuori casa) sono caduta in una depressione maggiore, ricordo ancora quando una sera che stavo malissimo mia madre e non lui, mi portò in ospedale chidendo un consulto psichiatrico! da li i miei guai.....psicofarmaci a go go, cambiati più e più volte. Il fisico stravolto, il sistema endocrino idem...ed un' euforia mai avuta prima, ero iperattiva, aggressiva e due volte ho tentato il suicidio ( con relativi ricoveri ), per fortuna mia figlia era in vacanza con il padre. Avevo già instaurato un rapporto con il mio attuale compagno, che preoccupato insieme a mia madre cercarono un centro per le depressioni, togliendomi dalle mani dello psichiatra che mi aveva seguito fino ad allora. In breve, l'attuale psichiatra quando seppe che tipo di farmaci prendevo e il dosaggio si mise le mani nei capelli, mi cambiò terapia fino a scalarla lentamente, fra pochi giorni non dovrò più prendere nulla. Ma dovrò comunque continuare ad andare dal terapeuta. Ora il problema è che dopo lo scalaggio dei farmaci ( ne prendo in dosi meno che pediatriche) sono stata bene per due settimane, poi ho ricominciato ad avere ansia e depressione, non ho voglia di fare nulla. Ho paura di stare da sola con me stessa, di non riuscire ad accudire mia figlia da sola, riesco solo ad andare a lavorare, ma anche qui mi sento fuori luogo, provo dei sensi colpa enormi per il mio compagno che si spacca in mille pezzi per me e la bambina. Cerca il più possibile di non farmi stancare, visto che io ho anche una connettivite indifferenziata associata ad una fibromialgia. Tutte le mie paure che sembrava avessi superato si sono moltiplicate, addirittura non riesco neanche più ad uscire con le amiche e il gruppo di amici del mio compagno. E' come se non volessi mettermi alla prova per non avere una delusione, mi dico se poi esco e invece di star bene, poi starò peggio? Lo psicologo sostiene che devo lavorare sulla mia mania di perfezionismo, che ho idealizzato un' immagine di me, del mondo e delle persone che mi circondano, e che puntualmente cado in depressione quando mi scontro con degli intoppi.....inevitabili, che la vita pone sul cammino. Credo abbia ragione, ma non vuole dirmi da dove nasce tutto ciò! io gli ho chiesto PERCHE'???????? la sua risposta è stata: VUOL FARMI DIRE CHE E' TUTTA COLPA DI SUA MADRE? E POI NON E' DETTO CHE TROVATO IL MOTIVO COME PER MAGIA TUTTO IL SUO MALESSERE SPARISCE!!!! sono rimasta basita, lui sa perfettamente che io e mia madre abbiamo un rapporto conflittuale e non vedo il perchè del diniego a voler approfondire il discorso. Dottore vivo a fatica, ogni giorno è un incubo e questa volta ho paura di non uscire mai più da questo stato di cose straziante. Non voglio più stare così, però mi rendo conto che la volontà non basta, non so più come fare!

ELYNA 08/06/2012 00:00

ELYNA

Mi scusi, volevo aggiungere una cosa:

- sono convinta che i farmaci abbiano fatto la loro parte, rovinandomi di più!! al prossimo appuntamento non dirò nulla allo psichiatra altrimenti me li prescrive nuovamente.
IO VOGLIO FARCELA SENZA UMORE CHIMICO E LO PSICOLOGO E' D'ACCORDO.

Grazie infinite per il consiglio che vorrà darmi.

ELYNA

Piera 01/06/2012 00:00

Piera

Sono una donna di 55 anni invalida civile e nonostanta certificati con capacita' lavorativa 58% e 104 permanente senza nessun diritto, subisco violenze psicologiche perchè i miei superiori vogliono che io renda di piu' sul lavoro, il mio stato di salute preciso 3 vertebre staccate dalla colonna vertebrale e porto scarpe ortopediche, prendo medicine di calcio per le ossa, ho gastrite cronica ho avuto in passato delle ulcere fino all'anno scorso attacchi di panico che penso io stessa con fede e preghiere a Dio ne sono uscita fuori. Ho subito anche violenze da parte dei miei fratelli e madre che ha diviso i soldi di mio papa' ai quattro figli eliminando me che ho vissuto con loro fino a 45 anni. Mio marito ha fatto intervento all'aorta del cuore e fuma tanto. Spero nel suo aiuto Dott. Morelli grazie se leggera questa lettera.
Saluti da piera

Sonia 29/05/2012 00:00

Sonia

Salve Dottore
Sono una ragazza di 24 anni, mi trovo a vivere una storia giunta quasi al capolinea dopo 6 anni e adesso come in molti altri periodi della mia vita mi sento precipitare in un abisso di incertezze, ho perso disinteresse nei confronti dello studio, degli amici, degli uomini . Mi sento sfiduciata . Da quando ero piccola ho sempre avuto una grande passione per il disegno che rappresentava una valvola di sfogo ma che ho abbandonato da tempo ormai e da quel momento che forse mi sono spenta . Concordo con lei quando dice non serve e non bisogna reinventarsi ma percepire il dolore intensamente mi porta ad esaurire le mie energie e ciò che mi rimane dentro è un grandissimo vuoto che non riesco a colmare.

Giulia 28/05/2012 00:00

Giulia

il mio dolore per la perdita di mia mamma un po' più di un anno fa è immenso..mi manca ogni giorno anche nelle piccole cose. Quando mi sembra distare un po' meglio capendo da dove arriva il mio dolore e guardandolo cado di nuovo nel baratro del malessere. Io non voglio reinventarmi, vorrei coltivare i miei interessi e riprendere la mia vita in mano. Ma finchè il dolore mi pervaderà così tanto penso di non riuscire a essere una persona che sta bene. Ci sarà un futuro di felicità ne sono certa ma perchè dev essere così lontano?!

 
 

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