Possiamo cercare dentro noi stessi la vera autostima attraverso suggerimenti ed esercizi pratici
L'autostima vola sulle ali dei desideri
Siamo abituati a pensare all'
autostima come a qualcosa che si attiva grazie a stimoli esterni: status, denaro, successo. Niente di più lontano dalla realtà. Il nostro cervello sa creare incessantemente le sostanze che producono uno stato di benessere interiore, che da solo basterebbe a produrre piacere e fiducia nelle nostre capacità. Se ci riflettete, è così per qualsiasi creatura: ciò che un cane o un uccello hanno a loro disposizione, la loro dotazione naturale, è perfettamente adeguata a ciò che sono. La natura non commette sbagli. Di certo un cane non si lamenta di sentirsi un cattivo cane, o per il fatto di non essere un uccello. Perché invece a noi umani succede?
Quello che ci svia è la mente cioè i nostri pensieri, le nostre convinzioni, che sviliscono la nostra naturale capacità di essere felici, vincolandola a condizioni esterne. Invece che accogliere l'
autostima come un'attitudine che tutti abbiamo, prima ci "mettiamo in discussione", e poi ci aspettiamo che la soluzione arrivi da fuori: staremo bene quando avremo il partner "giusto", il lavoro perfetto, un bel conto in banca, quando avremo risolto i nostri problemi, eliminato i nostri difetti... Così facendo, senza accorgercene, stiamo rendendo impossibile proprio l'
autostima: non saremo mai all'altezza, non saremo mai perfetti. E quando qualcuno di questi sogni si realizza, ci ritroviamo più vuoti di prima.
Cambiamo dunque modo di vedere: l'
autostima è uno stato di benessere permanente che viene da dentro. Come incontrarlo? Ecco alcuni esercizi e suggerimenti da sperimentare, sia nella cornice privilegiata della vacanza, sia al rientro.
Il mistero affascina, l'autostima cresce
Da cosa si riconosce una persona felice, con una buona
autostima? Di rado parla di sé. Un modo sicuro di comportarsi è quindi mantenere un tocco di mistero sulla propria vita. Smettiamo di tradurre ogni conversazione in una cronaca in diretta della nostra vita. Anche col partner o gli amici di sempre, evitiamo di raccontare ogni dettaglio che ci riguarda. Ci accorgeremo della facilità con cui le parole usciranno dalla cornice stantia del convenevole, per entrare nel vivo dell'attimo che stiamo vivendo: osservazioni originali, pensieri ad alta voce, risate che rompono il silenzio e silenzi che si allargano senza imbarazzo. La prima a guadagnarci sarà l'
autostima.
Ascoltiamoci con attenzione quando parliamo
La cattiva opinione che abbiamo di noi stessi - e quindi la bassa
autostima - nasce spesso dagli automatismi che nel tempo si sono inseriti nel nostro linguaggio, segno di una ridondanza mentale che dobbiamo superare. Evitiamo di ripetere proverbi, frasi fatte, battute pronte spesso banali. Del tipo: «Sembra facile... A quarant'anni i giochi ormai sono fatti... Facile da dire, difficile da fare...». Quando ci accorgiamo di essere lì lì per pronunciarli, fermiamoci.
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Se in vacanza ti scateni l'autostima ne godrà
L' autostima è nemica del riposo; se le ferie sono sinonimo di relax, parole crociate sotto l'ombrellone, e pisolino dopo pranzo, cambiamo subito registro! Non solo il riposo vacanziero non è la panacea di tutti i mali, ma risparmiando le forze, ci candidiamo alla bassa autostima. L'energia, per rivitalizzarsi del tutto deve scaricarsi fino in fondo. La stanchezza fisica sana ha il potere di "spurgare" la mente da tutti i pensieri stagnanti e inutili; chi non risparmia il corpo, ripulisce anche la mente. Perciò in vacanza, la sera, al posto di andare a letto presto, usciamo e balliamo fino a sfinirci. Consumando le forze fino allo stremo ogni giorno, acquisteremo una maggior sicurezza nelle nostre possibilità e l' autostima non potrà che crescere.
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