La bulimia è un disturbo caratterizzato da una forte carica erotica inappagata e da un grande vuoto esistenziale: la bulimia è eros mancato.
Bulimia: quando il cibo diventa un amante diabolico
Bulimia: cos'è
La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare. Chi ne soffre sente un bisogno compulsivo di ingerire spropositate quantità di cibo per poi ricorrere a diversi metodi per non digerirlo e, quindi, per noingrassare (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi e purghe). Questo comportamento è accompagnato da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare i propri impulsi. Oggi si stima che la bulimia colpisca oltre al 2% della popolazione italiana di sesso femminile, prevalentemente attorno ai 18-20 anni. Non mancano i casi precoci di bulimia, anche attorno ai 12-14 anni.
Bulimia, o la ricerca di un piacere irraggiungibile
La bocca di chi soffre di bulimia è sempre spalancata, alla ricerca spasmodica di qualcosa che sazi. Il cibo rappresenta per chi soffre di bulimia un amante da inseguire e da trattenere a ogni costo. Il modo in cui avvengono le abbuffate simula quasi un rituale orgiastico. Da sola, spesso di sera, di nascosto, quasi stesse commettendo un gesto proibito e peccaminoso, la persona che soffre di bulimia si abbandona a un banchetto dove divorare, riempire il vuoto è l'urgenza che non ammette attesa e controllo. Una passione smodata che lascia esausti e nauseati, pieni di vergogna e di sensi di colpa, inermi di fronte a un "seduttore" diabolico che avvolge tra le sue spire, trascina verso il basso, verso un luogo oscuro dove regna una fame insaziabile: fame di piacere, di calore, di affetto. Una fame che nessun cibo potrà però mai appagare.
L'eros mancato apre le porte alla bulimia
Per il cervello mangiare è quasi come fare l'amore. Esiste infatti nell'area ipotalamica una vera e propria centralina del piacere che regola la produzione e la circolazione di un mediatore chimico la dopamina, in grado di indurre benessere e appagamento. Ma cosa stimola il cervello a secernere questa sostanza? Due sono essenzialmente gli stimoli: il cibo e l'eros. Essi possono sostituirsi a vicenda, così che quando manca l'uno, l'altro lo compensa. È grazie a questo meccanismo che possiamo mangiare poco ma di gusto e sentirci appagati lo stesso o perdere l'appetito quando siamo innamorati: a saziarci in questo caso sono i baci, le carezze, persino il solo pensiero dell'amato.
Il cibo è l'amante perverso di chi soffre di bulimia
Quando al cervello viene a mancare l'eros, via privilegiata per il piacere, si attivano vie compensatorie: andiamo alla ricerca di stimolazioni piacevoli che possono essere profonde come una passione o un interesse molto coinvolgente, oppure più superficiali come fare shopping, fumare, ottenere successo e gratificazioni materiali... Più il piacere è superficiale meno sarà appagante e saremo quindi costretti a ricercarne di più, più volte. Ma c'è un'altra compensazione, più facile e immediata: il cibo.
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il vostro articolo parla di me e del disagio con cui combatto fin da piccola.
by Bianca alias Nux Vomica - http://nuxvomica.blogspot.com
quoto la domanda...
pensavo di essere guarita e invece...dopo anni il disturbo è ritornato,più forte di prima, e mi sento così sola e scoraggiata!
quanta verità nell'articolo..ma come uscirne??
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