La cervicale (o artrosi cervicale) è indice di un rapporto rigido tra collo e testa e rivela che emozioni e razionalità non dialogano
La cervicale vuol farci uscire da una vita sbagliata
Il tratto cervicale, ponte fra testa e corpo
Il tratto cervicale è costituito da sette vertebre, la prima delle quali si chiama Atlante. Il valore simbolico del tratto cervicale sta nel suo essere un vero e proprio "crocevia" tra il capo e il resto del corpo. All'interno del collo, in pochissimo spazio, collaborano vertebre, muscoli, articolazioni e nervi. Il loro compito è di veicolare tutte le sollecitazioni e le informazioni che il corpo e la testa si scambiano a vicenda. Così, spesso, i disturbi che riguardano quest'area (in primo luogo la cervicale) sono legati a un equilibrio che viene a mancare.
Fastidi passeggeri, avvisaglie della cervicale
Una contrattura fastidiosa, la sensazione che il collo sia legato e pesante... Ecco le prime avvisaglie di uno dei disagi più comuni: la cervicale. Giorno dopo giorno facciamo l'abitudine a queste sensazioni sgradevoli fino a quando un dolore acuto, bruciante e l'irrigidimento muscolare ci bloccano costringendoci a fare i conti con un problema che va oltre la cattiva postura occasionale. E mette in gioco un assetto ben più importante: quello della nostra mente e della nostra vita, che potrebbe aver preso una "cattiva piega".
Il collo: crocevia e punto di passaggio
Il collo è un punto del corpo che condensa diversi significati simbolici: è un importante crocevia e punto di passaggio. Attraverso il collo e le colonna vertebrale ciò che nasce nel cervello si prepara a tradursi in azione, movimento. Questo implica la capacità di orientarci nello spazio nelle direzioni di base. Il collo ci conduce anche verso il mondo dell'alto e del basso, verso la dimensione aerea, del pensiero, della razionalità ma anche verso il basso e la dimensione terrena-corporea delle emozioni.
Se il collo è rigido e dritto son dolori... alla cervicale!
Dolore e capogiri accompagnano spesso una delle deformazioni che possono colpire il tratto cervicale: l'irrigidimento delle vertebre. Gradualmente le curva fisiologica del tratto cervicale scompare lasciando il collo "diritto" ossia rigido e senza elasticità. Ma che senso ha una simile malformazione? Il collo perde la sua flessibilità ma anche la sua funzione di raccordo. Tra testa e collo si struttura un rapporto rigido, quasi fossero divenuti distanti uno dall'altra, due cose separate: così corpo e testa non dialogano più, lasciando la parte emotiva sacrificata rispetto a quella del pensiero.
Se la testa è pesante apre le porte alla cervicale
Nella fase acuta, il disturbo alla cervicale spesso costringe a uno stato di dolorosa immobilità. I movimenti più semplici diventano dolorosi e impossibili, così ci ritroviamo nell'incapacità di guardarci attorno, con lo sguardo fisso di fronte a noi.
Riza Psicosomatica
Abbonamento 12 numeri
Il primo mensile di psicologia in Italia, diretto da Raffaele Morelli, aiuta a occuparsi di sé per vivere bene e migliorare la qualità delle nostre relazioni. Parla di noi, delle nostre potenzialità creative e vitali e risponde in modo pratico ed efficace a tutti i nostri bisogni.
Saperne di più: e tu che "tipo" di collo sei?
Sono diverse le tipologie di deformazione che il tratto cervicale può subire, ciascuna di esse ha un preciso significato simbolico.
- Collo paradosso: la colonna inverte la sua concavità e si irrigidisce: qualcosa funziona alla rovescia in questi individui, che spesso si ritrovano a dover fare l'esatto opposto di quel che vorrebbero fare. Questo tipo di collo rivela una eccessiva elasticità, quella richiesta per diventare ciò che non siamo.
- Senza collo: le vertebre riducono lo spazio che le separa, la colonna si accorcia. La solidità è la parola chiave di questa deformazione e dei soggetti che la sviluppano. Il peso da portare sulle spalle è notevole e richiede concretezza e resistenza.
- Collo in avanti: le vertebre tendono a scivolare sul petto, la testa è in avanti rispetto al corpo. Orientati al futuro in una corsa frenetica, questi soggetti sembrano dire "avanti tutta" senza riuscire a fermarsi o a cambiare direzione quando serve.
Ultimi articoli
Ho sofferto anch'io di questo tremendo disturbo per circa tre mesi,tamponando i sintomi (nausea,capogiri, senso di sbandamento e dolori cervicali)con piccole dosi di ansiolitico, ma l'ho risolto solamente ricorrendo ad antidepressivo (paroxetina) in dosi minime e alla psicoterapia.Inutile pensare di risolverlo da soli, anzi, si rischia solo di cronicizzare l'ansia.Bisogna sondare le cause e non soffermarsi solo sui sintomi.Per fare questo è necessario ricorrere ad aiuto psicologico e neurologico insieme.
il mio principale problema!
eh purtroppo ne so qualcosa anche io,soffro di cervicalgia cronica e qualcosa di piu tecnico che non ricordo...soffro anche d'ansia e attacchi di panico, sia la cervicale che l'ansia per me sono come se viaggiassero sullo stesso binario...perchè la cervicale mi provoca le vertigini e quando cammino mi sento come se sbandassi e in piu il terreno sotto i piedi come se fosse morbido e allora li mi agito di piu!
Come oggi, sembro sopra una barca in alto mare perchè ieri essendo stata esposta all'umido oggi ne pago le conseguenze in più sono anche super tesa e ansiosa!!insomma una giornataccia!a settembre andrò a fare la fisioterapia che mi ha prescritto la fisiatra e spero di trovare un po di giovamento...visto che per l'ansia sto gia andando dalla psicologA
non vedo l'ora passi questo periodaccio!
un abbraccio a tutti
risposta mariacherie
ciao mariacherie,
anche io ho avuto questo problema, ne ho sofferto in seguito ad una cura molto pesante con un chemioterapico.
Ho lavorato su vari fronti, sono stata dalla posturologa che mi ha messo a posto le vertebre cervicali, ho continuato poi con l'osteopata (cercane una brava e accurata), nello stesso tempo mi sono rivolta ad un bravo omeopata perchè non ne posso più di farmaci tradizionali che mi danno tante allergie e mi stanno intossicando che mi sta dando una cura "ricostituente" sia per il fisico che per la psiche, è un vero e proprio esaurimento generale, gli attacchi di panico sono diminuiti molto e ho ripreso a guidare, a volte mi capita ma cerco di non dare peso e superarli, so cosa sono adesso, e cerco di riposare di più
anche le vertigini adesso vanno meglio, prima mi sentivo sempre ubriaca anche quando camminavo
un grosso in bocca al lupo
cervicale e ansia
E' quasi da sei mesi che purtroppo soffro della cosidetta"cervicale".Soffro di ansia e attacchi di panico e seguo una psicoterapia.La mia testardaggine mi ha portato a rifiutare i farmaci.Ho fatto un ciclo di fisioterapia,ma i dolori sparivano al momento per poi ripresentarsi.Questi ultimi sono anche accompagnati da fastidiose vertigini.Ho 18 anni ma è come se ne avessi 80...chi sa consigliarmi dei rimedi?grazie!maria
Test
Sei a rischio panico?
Esistono abitudini, modi di comportarsi e di pensare che possono dirci se siamo più o meno predisposti agli attacchi di panico. E tu?
fai il testIstituto Riza di Medicina Psicosomatica
L'istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura.
Per informazioni e appuntamenti per psicoterapie: 02 58 20 793.
I colloqui di psicoterapia sono svolti anche presso il Centro Riza di Medicina Naturale (Milano).
Sondaggio
Gemmoterapia, quanto ne sai?
Raccolti in primavera e pronti all'inizio dell'estate, i rimedi gemmoterapici sono un metodo di cura particolarmente efficace. Tu li conosci?





