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Senza bilanci niente depressione

 

 
Senza bilanci niente depressione

Farli non serve mai, ancor meno quando si soffre e si è portati a vedere della nostra vita solo gli insuccessi: ecco come "abolirli"

 

È una tentazione a cui, se si soffre di depressione, è difficile resistere: quella di fare continui bilanci negativi dell’esistenza, di riproporre costantemente a se stessi e agli altri una visione fallimentare della propria vita. “Non ho concluso niente” e “Ho sbagliato tutto” sono i due concetti prevalenti, che imbrigliano l’intera attività di pensiero proprio nel momento in cui ci sarebbe bisogno di idee luminose e costruttive. Durante le fasi acute della depressione questa tendenza a trarre conclusioni negative è quasi insopprimibile, istintiva: la mente prova a ripartire ma viene subito zavorrata dal senso di sconfitta, di occasioni perdute per sempre, di inadeguatezza fondata su errori “evidenti e irreversibili”. In realtà questa visione sul proprio passato è falsa: tutti gli eventi positivi non vengono considerati o sono giudicati inutili, quasi beffardi “se poi dovevo finire così come sono oggi”.

Il bilancio, un'inutile zavorra

Certo può capitare a ognuno di noi, anche in pieno benessere, di avere un momento in cui tutto ciò che abbiamo fatto ci appare inconsistente, ma poi passa. Durante la depressione questi pensieri vengono percepiti come oggettivi, costituiscono una verità assoluta per il soggetto, che basa proprio su di essi i ragionamenti per affrontare la situazione di crisi. Tutto ciò ha effetti dannosissimi, poiché il cervello non riesce ad attingere alle sue energie profonde (già logorate dalla depressione), né a ipotizzare neanche lontanamente la possibilità di farcela, né a beneficiare delle opportunità che possono giungere dall’esterno. La mente rimane ancorata a questo passato re-interpretato in chiave pessimistica e continua a lamentarsi… In questo modo la guarigione dalla depressione viene ogni giorno ostacolata e si rischia la cronicità. Rinunciare ai bilanci di vita significa liberare la mente a nuove possibilità e ritrovare molto più in fretta la voglia di vivere.           

Parole che fanno di noi degli eterni insoddisfatti

«Non ho concluso niente di buono»

«Nella mia vita ho sbagliato tutto»

«Mi guardo indietro e vedo solo cose negative»

«Ho dato tanto e non ho raccolto nulla»

«Ho avuto le mie occasioni, ma ormai le ho perse»

- Più dell’indulgenza vale la spontaneità

Quando si è depressi fare i bilanci – a livello mentale – viene automatico, ma se comincerai a non esprimerli verbalmente ad ogni occasione il cervello ne beneficerà: da un lato se ne annoierà più facilmente e cesserà di produrli, dall’altro ne coglierà la faziosità e l’inutilità.

- Fai cose nuove

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Non si può rinascere partendo solo da ciò che si conosce, per di più visto in negativo. Servono elementi di novità, anche soltanto piccole esperienze, come ad esempio il cambio di un’abitudine. Fondamentale però è sviluppare una visione più gratuita della vita: se cerchi il nuovo calcolando se “ne vale la pena”, cercando la certezza del risultato, non accadrà niente.

- Cammina molto

La mente di chi soffre di depressione è ancorata ossessivamente al passato. Aiutala a spezzare questi legami facendo delle lunghe camminate senza una meta precisa, con il solo scopo di “andare avanti” e di “lasciare indietro” del terreno. Efficace si rivela anche fare dei viaggi, anche brevi, in luoghi inconsueti e sconosciuti.

 

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Per informazioni e appuntamenti per psicoterapie: 02 58 20 793.

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