Per lei è finita ma lui non vuole saperne: una reazione “infantile” oggi piuttosto ricorrente, che può suscitare timori e paure nelle donne, ma da cui si può uscire
Quando lasciarlo diventa difficile
Vorrebbero chiudere, elaborare il distacco e poi rifarsi una vita, dopo aver preso la sofferta decisione. Ma molte donne che si separano non possono fare questo percorso legittimo e naturale, perché la loro mente è occupata da un grosso problema, che implica una grande paura: l’uomo che hanno lasciato, infatti, non vuole o non riesce ad accettare la fine del matrimonio o della storia sentimentale e non ha intenzione di farsi da parte. Sms ossessivi, mail disperate, telefonate controllanti, appostamenti, scenate, pedinamenti, minacce, ricatti, violenza fisica e/o psicologica: sono molteplici i modi con cui egli persevera nel suo non voler capire che la storia è finita e che è necessario voltare pagina, ma in tutti i casi il risultato è di produrre una profonda inquietudine che può condizionare la qualità della vita in queste donne e negli eventuali figli e la decisione di proseguire nella scelta che esse hanno fatto.
La zona d’ombra
Gli avvocati e gli psicoterapeuti che si occupano di donne in fase di separazione rilevano un malessere sempre maggiore: uno stato di allerta costante, la sensazione che quell’uomo, che in passato hanno amato e che magari è il padre dei loro figli, non sia più lo stesso, controllato e affidabile, e che anzi sia ora capace di commettere “qualcosa di strano”. Esse colgono, a volte consciamente, a volte no, una zona d’ombra nelle opzioni comportamentali dell’ex partner.
Scarsa introspezione
Ma perché molti uomini si comportano così? Il problema evidenzia innanzitutto la profonda crisi del maschio attuale, il quale, nonostante la recente acquisizione di aspetti psicologici femminili, è tendenzialmente meno introspettivo della donna, meno in contatto con le proprie emozioni e meno disponibile a guardare dentro di sé. Questa tendenza c’è sempre stata, ma a essa non si è mai associato quel che accade oggi: il fatto cioè che molti uomini si ritrovano in una vita adulta senza aver superato prove significative della vita e senza aver realmente conquistato ciò che hanno. Studio, matrimonio, successo lavorativo, famiglia, stato sociale: dietro ci sono spesso i genitori, che hanno facilitato tutto e protetto dalla “vita vera”. Così che, quando si presenta una situazione emotivamente critica, come essere lasciato, questi uomini-ragazzi non hanno gli strumenti psichici per affrontare la situazione, perché non li hanno sviluppati.
Sorpresa annunciata
Si tratta di immaturità psicologica: questi uomini sentono il proprio dolore in modo grezzo e disperato e mettono in atto “soluzioni” proporzionalmente grezze e disperate. Tale immaturità si rivela spesso in uomini con spiccati tratti narcisistici: ideali di successo, identificazione con un’immagine vincente di sé, affermazione sociale.
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Un uomo nuovo
Invertire la tendenza collettiva è arduo, ma ognuno può dare il suo contributo. Il maschio di oggi vive i suoi aspetti femminili soprattutto in forma di ipersensibilità, di “mammismo”, di regressione adolescenziale, di dipendenza dalla partner stessa, vissuta come punto di riferimento globale della sua realtà. Ma è sbagliato, perché quando arriva la crisi questi sentimenti non hanno potere sulle reazioni istintive e possessive. Anzi le amplificano. Bisogna invece trasformarli in elasticità, propensione a guardarsi dentro, a immedesimarsi, a modulare e contenere la sofferenza. Se la donna vuole aiutarlo, e aiutare se stessa, deve imparare a non assecondare le parti infantili del suo partner, fin da quando si inizia a stare insieme. Sembra poco, ma è davvero tantissimo.
In che modo l’uomo cerca di resistere
- Sms imploranti o di minaccia velata.
- Mail disperate inviate ogni giorno.
- Telefonate controllanti e ossessive.
- Appostamenti, pedinamenti.
- Minacce, ricatti, violenza psicologica o anche fisica.
Quello che la donna non deve fare
- Sottovalutare le proprie sensazioni di pericolo.
- Tollerare episodi di violenza, di ricatto o di minaccia.
- Dare all’ex partner dei messaggi ambivalenti o di incertezza.
- Utilizzare i figli come scudo difensivo o farli schierare.
- Provocare l’ex ostentando una vita smagliante fin da subito.
Anche questa crisi può aiutare a crescere
Per lei
Valorizza il passato
Molti uomini, soprattutto se narcisisti, vivono l’essere lasciati non solo come perdita affettiva ma anche come sensazione di aver sprecato anni e sforzi, di essere in perdita. Perciò è importante, se li si lascia, far loro capire che la storia finita è stata importante e che ha lasciato anche cose buone, che ha arricchito.
Non illudere
Separati solo se sei davvero convinta. Se lo lasci, non cedere alla tentazione narcisistica di farti ancora desiderare dall’ex, di sentire che sei ancora importante per lui. Rinuncia al sentimentalismo, alla vanità e alle piccole vendette, ancor più se ci sono evidenti presupposti che lui possa illudersi. Se lo senti o lo vedi, sii gentile ma ferma. Maschera le debolezze.
Per lui
Guardati dentro
Se durante la crisi di coppia non hai fatto nulla per andare incontro alle esigenze che lei ti segnalava, ma hai riproposto testardamente il tuo atteggiamento, forse è perché a livello inconscio anche tu non volevi trattenerla. Gli atti mancati sono spesso più importanti di quelli manifestati. Volerla trattenere in questo modo non è sentimento, ma orgoglio.
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L'istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura.
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