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Dimentica "l'ex" e torni a vivere

 

 
Dimentica

Tagliare i ponti è un gesto che ci cura e ci aiuta in molte circostanze: se un amore ormai spento finisce è addirittura un toccasana che ci fa rinascere

 

Lasciarsi significa voltare pagina

Connecting people, recitava qualche anno fa un famosissimo slogan della telefonia cellulare. Ed effettivamente così è stato: oggi ognuno di noi è sempre connesso con gli altri grazie ai cellulari e a Internet. Un progresso enorme che fornisce tanti vantaggi ma che crea anche effetti collaterali di grande portata. Tra questi c'è l'impossibilità - o l'estrema difficoltà - di sottrarsi al contatto continuo, cioè di dis-connettersi. Lo si vede bene quando due persone si lasciano. Chi viene lasciato avrebbe bisogno di non sapere più niente dell'altro per poter elaborare la perdita e poi riprendere a vivere. E invece eccolo mandare sms per non farsi dimenticare, guardare su Facebook i nuovi contatti dell'ex, tenerlo d'occhio in chat per vedere se è collegato e creare falsi profili per incontrarlo in rete senza farsi riconoscere e per controllare le sue mosse. E l'altro a sua volta non resiste alla tentazione di tenere d'occhio, allo stesso modo, la persona che ha lasciato, per curiosità, possessività, narcisismo... È un fenomeno nuovo, che impedisce ai due, e soprattutto a chi ne ha più bisogno cioè al lasciato, di sentirsi realmente tale, di capire che la storia è davvero finita, che l'altro non c'è più, che non si può più entrare nella sua vita.

 Abbandonare il passato per rinascere oggi!

La connessione continua impedisce di abbandonare il passato e di rinascere: tutto si trascina a lungo e in modo indefinito. Ma possiamo dire no a tutto questo, innanzitutto tenendo bene a mente che, quando una storia finisce, è assolutamente necessario "dimenticarsi dell'ex": non sapere più niente di lui/lei o sapere il meno possibile, per dare alla mente uno spazio vuoto nel quale fare le naturali operazioni di archiviazione e di rinnovamento. Ciò non significa eliminare il dolore ma permettergli di sfogarsi bene e poi di agire in noi in modo propulsivo. Solo così una storia che finisce può non diventare un blocco esistenziale e anzi innescare una trasformazione e una forza che mai avremmo pensato possibile.

 Che quando una relazione finisce

 Sì

- Parlare il meno possibile della storia finita con familiari, amici e persone nuove.

- Se l'ex insiste nel contattarci, cambiare numero di cellulare e indirizzo e-mail.

- Scegliere altri luoghi di frequentazione e di svago senza farglielo sapere.

 No

- Chiedere agli amici in comune notizie su come sta, con chi sta e cosa fa.

- Controllare le sue mosse in chat e mantenere il collegamento con lui.

- Perseguitarlo con sms e telefonate di qualsiasi tipo per ricordargli che ci siamo.

 Cerca la lontananza

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 Voler stare un po' da soli, senza la consueta dose di connessione, oggi sembra una colpa, un atto offensivo. Invece è del tutto legittimo e lo è ancor di più alla fine di una storia sentimentale. Perciò, sia che tu abbia lasciato o sia stato lasciato, considera legittima la tua necessità di ridurre i contatti per un po', almeno con chi ti ricorda troppo l'ex.

 Evita le ricadute

 Se ti vuoi bene e non vuoi cascare in depressione, fin da subito non dare spazio ai comprensibili ma dannosi tranelli della mente, tua e dell'altro: sensi di colpa, nostalgie, sentimentalismi, istinti di protezione, tentativi di riavvicinamento. Mantieni la distanza: verrai ripagato da una ripresa molto più veloce e consapevole.

 Prendi il tempo necessario

 Il "dimenticarsi dell'ex" deve essere mantenuto fino a quando non ti senti totalmente fuori dalla relazione e non hai nuove conoscenze e interessi che ti entusiasmano. A quel punto, nel nuovo equilibrio, vedrai tu se ha voglia di rivederlo. Se l'ex lavora nello stesso posto e non riesci a liberarti della sua influenza, valuta la possibilità di andare altrove.

 

 

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L'istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura. 

Per informazioni e appuntamenti per psicoterapie: 02 58 20 793.

I colloqui di psicoterapia sono svolti anche presso il Centro Riza di Medicina Naturale (Milano)

 

 

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