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Marta 19/10/2014 22:22

Incredibile come tutte le storie siano diverse e uguali allo stesso tempo... 31 anni, lasciata da un mese e mezzo dopo più di anno di storia con un collega coetaneo. Inizio travagliato, io innamoratissima ma lui fidanzato. Non succede nulla per un anno e più finché lui non torna single. Cominciamo a frequentarci e dopo qualche mese decidiamo di stare insieme. Io rimango sempre quella più presa, lui è più distaccato, anche se dice di amarmi. Qui cominciano i problemi, perché nella sua indipendenza io leggo un sostanziale disinteresse, e comincio ad essere gelosa, ansiosa, pretendo attenzioni che lui fa fatica a darmi per diversi motivi (carattere, abitudini, orgoglio!). Litigi, tanti litigi sempre con la solita dinamica: non vuoi passare più tempo con me perché non mi ami - no, sei tu che non rispetti i miei tempi e spazi, e così via. Alla fine decide di lasciarmi perché logorato dalle nostre discussioni e da un'incompatibilità che secondo lui è sempre più ingombrante, tra l'altro dopo vacanze estive stupende che a detta sua non hanno fatto altro che mettere in evidenza le difficoltà del quotidiano. In questo mese e mezzo gli ho dato più e più volte tutta la mia disponibilità a ricominciare da zero, mi sono messa in discussione, ho anche chiesto perdono per essere stata assillante in certe occasioni e forse cieca di fronte ad alcune sue manifestazioni di disagio. Lui dice che ci pensa molto, che sente ancora del trasporto, dell'attrazione fisica forte, che vuole essere parte della mia vita e che si sente un coglione per la rinuncia che sta facendo, ma che allo stesso tempo teme sia troppo tardi, teme che se tornassimo insieme prima o poi riprenderemmo a litigare. Questo anche in vista di un'eventuale convivenza, dato che fra un paio di mesi andrò a vivere da sola in una casa mia. Credo che non riesca ad impegnarsi adesso, o forse non voglia più impegnarsi con me.
Inutile dire che sto da cani, ho perso già 4 chili e dormo poco e male. Il dolore è quasi fisico, come se mi avessero strappato un braccio o una gamba, e amplificato dal fatto che siamo costretti a vederci tutti i giorni, tutto il giorno. Nei momenti di maggiore sconforto penso anche di lasciare il lavoro e trasferirmi altrove, ma mi rendo conto che forse non è un pensiero sano...
Lo amo, è l'unico uomo che mi abbia mai fatto pensare a stabilirmi e ad avere dei figli, ho una paura folle di affrontare la vita senza di lui e mi sento impotente. Forse adesso l'unico modo per sopravvivere o farlo tornare, ammesso che ce ne sia uno, è staccarmi completamente. Fargli sentire quel vuoto che non ha mai sentito perché sono stata sempre il suo "porto sicuro".

jacob 15/10/2014 17:07

Carissima, io e la mia compagna ci siamo lasciati tre giorni fa, dopo una serie di incomprensioni, sordi litigi, ma eravamo innamorati. Dopo tanti abbandoni ora è finita e mi sembra che mi sia crollato il cielo. So che mi mancherà sempre, e sempre di più ed io me ne sono andato. Non c'è più spazio per parlare, mi ha detto, quindi devo rispettare la sua decisione. Che devo fare?

Emitflesti 14/10/2014 14:14

Vagando in internet come una sorta di replicante sofferente... incappo in questo blog. e inizio a leggere tanti interventi che hanno un filo rosso in comune: la sofferenza, il dolore di essere stati lasciati. Eppure è la vita, dicono, a volte si lascia a volte si viene lasciati. Cosa rende il dolore più profondo? probabilmente la modalità che hanno usato per finire una storia d'amore. Insomma, diciamola tutta, se sono qui è perchè sono nella stessa barca, anche se ho iniziato ad alzare le vele...Stessa vecchia storia della notte dei tempi, il mio compagno di sempre che cambia, che diventa "cattivo", compare facebook e gli happy hour (mi fa ridere solo a scriverlo) e dopo 2 di sofferenza se ne va per capire... dice. capirò troppo tardi e dopo mille lacrime che lui aveva già il suo jolly, salvo poi rimanerne fregato. Oggi che racconto questa storia mi sembra quasi un teleromanzo di bassa lega, una storia torbida. per me sono passati 4 anni, tanti, tantissimi. Oggi ho ripreso a respirare, eppure la sensazione della sua mancanza non si acquieta del tutto, 25 anni di vita insieme. forse non si cancellano così. Oggi lui vorrebbe un "rapporto" civile, io lo ignoro. voi come vi rapportate? Sentite la mancanza di un rapporto? so che 4 anni sono tanti, ma sono fatti da tante fasi, che nessuno si spaventi... ;-)

Asia 29/09/2014 15:51

Ci sono ancora anche se il tempo per leggervi e scrivervi, è sempre meno...
1 anno e mezzo e ancora ricadute; mi auguro sia "normale". Le accetto così come inizio ad accettare questa situazione.
Ciò che non accetterò invece MAI è il modo in cui questa separazione mi è stata letteralmente imposta.

Ciao Diego, un abbraccio dal cuore.
A

Diego 27/09/2014 22:20

Ciao Veronica e benvenuta. Pure io sono stato lasciato da parecchi mesi, sono ormai quasi 7 mesi. Che dire? All'inizio è stata dura, quasi impossibile e tutt'ora ho delle ricadute bestiali che non derivano tanto dalla sua mancanza quanto dall'assenza di ciò che lei mi dava: un'autostima, una sicurezza smisurata che sono andato a perdere del tutto. Questo dolore, però, non mi segnerà a vita come non segnerà neppure te. Ci rifaremo col prossimo amore ne sono certo ;) , tornerà tutto a risplendere, avremo di nuovo i cuoricini negli occhi e, come sempre accade, staremo meglio che nella relazione precedente. Un abbraccio Veronica.

Veronica 26/09/2014 20:32

Buonasera a tutti.Ho letto le vostre esperienze. Sono stata lasciata 5 mesi fa. All'inizio è stata dura,sono caduta in una forte depressione. Ora comincio a stare meglio anche se i momenti di sconforto sono ancora tanti. Non so se mi passerà mai del tutto. Ho paura che questo dolore mi segni a vita. Vi abbraccio tutti.

Raimond 16/09/2014 12:53

Ciao a tutti
Che dire sto continuando a vivere cercando il più possibile di andare avanti considerando la fine della storia che ho avuto non come una fine ma come un nuovo inizio. Certo è difficile lo ammetto ma da un pò di tempo a questa parte sto cominciando ad avvertire un cambiamento dentro di me e questo anche grazie al fatto che so di poter contare su un aiuto esterno, un aiuto distaccato che non dice ne quello che vorremmo sentirci dire ne quelle superflue ed inutili chiacchiere da paese che spesso ci riversano addosso amici e conoscenti molto spesso per sfogare le loro frustrazioni o cementificare le loro certezze più che per aiutarci anche se in buona fede. Fa ancora molto male pensare a lei ed a come la sua vita andrà avanti senza di me ma è anche vero che tutto quello che penso non è altro che una elaborazione delle mie paure ed ammesso e non concesso che avvengano determinati eventi (Allontanarsi e non sapere più nulla serve eccome altro che stare li a darci coltellate da soli perchè dobbiamo sapere,dobbiamo capire) io ho una vita mia da vivere ed anche ognuno di voi ce l'ha. Per chi di voi non ha la possibilità di staccare completamente non ho ne parole ne consigli da dare perchè ogni tanto provo ad immaginare se fosse così anche per me ed il dolore è davvero lancinante, ma a costo di sembrere stucchevole nel ripermi vi dico solo di non aver paura di chiedere aiuto e non vergognatevi della vostra disperazione o del perchè pensate di essere stati ingannati e di aver vissuto solo una illusione, se siamo in grado ancora di amare la vita, di amare noi stessi, un giorno saremo di nuovo in grado di amare tutto il resto.

Ir 15/09/2014 03:25

mic mi trovo nel tuo stesso stato emotivo e l'ora in cui ti scrivo ne è testimone. in passato l'abbandono mi ha causato un'insonnia cronica che si è prolungata per anni, ma questo solo perchè cercavo di nascondere il mio dolore e questo veniva fuori in altre forme. adesso invece, seppur a seguito dell'ultimo abbandono non riesca a dormire bene, mi sto sfogando, sto permettendomi di lamentarmi, e questo aiuta il fisiologico scorrere delle cose. a presto

andrea 12/09/2014 20:13

perche'continua a torturarmi sta con un altro e mi chiama per scemenze e per umiliarmi sono passati 4 anni e continua nonostante tutto.....................sto impazzendo

Mic 12/09/2014 15:33

Grazie Ragazzi, è bello confrontarmi con voi, nel frattempo continuo a piangere, anche oggi al lavoro, sono dovuto scappare in bagno per non farmi vedere, sento un dolore al petto fortissimo, mi manca il fiato, per la prima volta in vita mia mi trovo confrontato alla famosa sensazione di quando ti si spezza il cuore (anche se so che fisicamente non è quello). Ormai è un mese che piango tutti i giorni, e davvero non pensavo che si potesse stare così male, sono arrivato a capirlo soltanto a 35 anni, sembra che devo piangere con gli interessi tutti i momenti di gioia avuti assieme tutti dicono di trovarmi un hobby.... ma non so neppure dove girare la testa non riesco a reagire e mi lascio traspotare dagli eventi e trascinare come un peso morto dagli amici..... ho paura di cadere in una forte depressione