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Come litigare senza farsi male

 

 
Come litigare senza farsi male

Accade a tutti di arrabbiarsi e in alcuni casi di abbandonarsi a gesti aggressivi. Situazioni che nascono da insoddisfazioni o da atteggiamenti remissivi: come evitarli e fare del litigio un momento di confronto salutare

 

Litigare è inevitabile: impariamo a farlo "bene"

A tutti noi è capitato, a volte, di arrabbiarci con qualcuno fino a litigare e sappiamo bene quanto queste situazioni siano difficili e dolorose da gestire. Al di là del motivo scatenante, però, ciò che è pericoloso in questi momenti è la carica di aggressività che può essere riversata nel litigio e rendere la discussione non solo inutile ma anche distruttiva.

Questo accade perché esiste in molti la tendenza a "mandare giù" le insoddisfazioni e posticipare il confronto con l'altro: in questo modo la rabbia viene sempre più compressa fino a esplodere in modo violento e fuori luogo alla prima occasione. Oppure tentiamo in ogni modo di evitare discussioni, nel timore dell'aggressività nostra e altrui o perché, "imbevuti" di moralismo, ci sforziamo di andare d'accordo a tutti i costi. Seguendo invece alcuni semplici consigli, il litigio, quando avviene, può trasformarsi in un importante momento di confronto e di crescita.

Cosa fare

Quando la temperatura del litigio sale, cerca di isolarti; il distacco ti fa giudicare tutto in modo più sereno

Critica l'atto, non la persona

- Apostrofare l'altro con frasi come «Sei un disordinato», «Sei uno stupido», è la premessa per un litigio distruttivo. Concentra il discorso su un evento preciso, un comportamento, un'azione che non ti è piaciuta: l'altro sarà più propenso ad ascoltarti senza sentirsi svalutato come persona. In questo modo eviterai reazioni violente.

Quando è il caso fai una tregua

- Se il confronto sta diventando troppo serrato e hai la sensazione che non si arrivi a una conclusione, proponi una pausa. Prendi una boccata d'aria, bevi un po' d'acqua, ma lascia la stanza in cui stavi discutendo e trascorri almeno 10 minuti da solo. La rabbia si placherà, le idee si chiariranno e potrai tornare a parlarne con uno sguardo più obiettivo e calmo.

È stato un litigio costruttivo se dopo...

Ti senti più leggero.

Hai voglia di fare

Hai appetito.

Sei consapevole di cose di te e dell'altro che prima non sapevi.

Hai voglia di passare del tempo con la persona con cui hai discusso.

Cosa non fare

La lite diventa cattiva se non si concentra su fatti attuali

Rivangare il passato allontana la soluzione

- Affermazioni quali "sei sempre il solito" oppure "anche il mese scorso hai fatto così" non aiutano a discutere in modo sereno. Il litigio sano è centrato sul presente: se trascina vecchie questioni, significa invece che ci sono dei nodi irrisolti. Proponi allora di dedicare un altro momento in cui siete tranquilli, magari davanti a un caffé, per parlare delle situazioni in sospeso.

Se esplodi non impari

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Vittorio Caprioglio

Una guida all?arte della comunicazione, nata dall?esperienza dei corsi che l?autore conduce da parecchi anni all?Istituto Riza. Una sorta di bussola per imparare a orientarsi nella geografia ricca e variegata dei comportamenti comunicativi, verbali e non.

 
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- È la cosa più difficile da fare durante un litigio, ma la più importante: osservarsi ed essere nel litigio stesso in piena consapevolezza. Parlare lentamente ti aiuterà a chiarirti i pensieri mentre li esponi.  Ascoltare l'altro senza interromperlo ti servirà a prendere tempo per riflettere. Tieni monitorati anche i segnali del tuo corpo: se il respiro o il battito del cuore accelerano troppo, sei a rischio "esplosione di rabbia".  È il momento di fare uno stop.

È stato un litigio distruttivo se dopo...

- Ti senti stanchissimo.

- Hai dolore in qualche punto del corpo  (tensioni muscolari, mal di stomaco, cefalea).

- Tieni il muso.

- Rimugini sul motivo della discussione.

- Eviti la persona con cui hai litigato.

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L'istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura. 

Per informazioni e appuntamenti per psicoterapie: 02 58 20 793.

I colloqui di psicoterapia sono svolti anche presso il Centro Riza di Medicina Naturale (Milano)

 

 

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