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ATTACCHI DI PANICO

Attacchi di panico: impariamo a riconoscerli

25 GEN 10 - Gli attacchi di panico sono crisi d’ansia molto acuta che si presentano con sintomi precisi: riconoscere gli attacchi di panico è il primo passo per la loro cura

Il disturbo da attacchi di panico

Il disturbo da attacchi di panico (DAP) si manifesta con episodi molto intensi di ansia, della durata di 15-30 minuti di estrema apprensione e forte disagio. Gli attacchi di panico vengono quindi vissuti come assalti improvvisi e imprevedibili di angoscia e terrore, senza che esista alcuna motivazione apparente che possa giustificare tanta paura. Gli attacchi di panico irrompono quasi sempre nelle più comuni situazioni della vita quotidiana e questo li rende ulteriormente spaventosi, poichè chi ne soffre non riesce a identificare alcuna situazione "esterna" che inneschi gli attacchi di panico.

I sintomi del Disturbo da Attacchi di Panico (DAP)

Per giustificare una diagnosi di disturbo di attacchi di panico ccorre che le crisi siano caratterizzate dalla presenza di quattro o più dei seguenti sintomi

- Difficoltà respiratorie.

- Paura di morire o di impazzire.

- Aumento della frequenza cardiaca e/o palpitazioni.

- Sudorazione.

- Dolori al petto.

- Vertigini, stordimento, tremori, brividi o al contrario vampate di calore

- Formicolio o intorpidimento alle mani, al viso, ai piedi o alla bocca.

- Rossore al viso e al petto.

- Nausea o disturbi addominali

- Dissociazione, percezione di non essere  nel proprio corpo.

- Terrore, angoscia e sensazione che qualcosa di orribile stia per accadere.

- Pianto incontrollabile  (spesso anche dopo la crisi acuta degli attacchi di panico).


Come distinguere gli attacchi di panico da:

Paura: un freno davanti ai pericoli

Sei stiamo attraversando soli di notte un quartiere malfamato, o se dobbiamo affrontare un esame universitario e sappiamo di essere impreparati, ci può venire una forte agitazione. Non si tratta evidentemente di attacchi di panico, ma di paura, del tutto fisiologica in tali situazioni. Senza la paura non saremmo "frenati" nelle situazioni pericolose e passeremmo la vita fra un rischio e l'altro.

Ansia: un'angoscia che non paralizza

"Ci sono dei giorni nei quali non uscirei di casa, tutto mi angoscia, mi spaventa e mi rende irritabile e se penso alle cose che devo fare mi assale il timore di non riuscire ad affrontarle". Ecco l'ansia emozione diversa dalla paura, ma anche dagli attacchi di panico perchè non è paralizzante.

Fobia: la fa crescere un oggetto scatenante

"Odio i ragni: se solo penso che uno di loro possa sfiorarmi mi sento svenire". La fobia è la certezza che situazioni quotidiane del tutto innocue possano colpirci mortalmente, tanto da condizionare l'esistenza. Proprio la presenza di un oggetto scatenante (il ragno) indica che non siamo in presenza di attacchi di panico.

Arriva la crisi da attacchi di panico: cosa fare subito

In un momento delicato come quello della crisi acuta da attacchi di panico, saper fare le cose giuste ed evitare i comportamenti nocivi è più che mai importante. Applicare alcune regole semplici e concrete può ridurre l'intensità dei sintomi e far vivere meno drammaticamente gli attacchi di panico.


SÌ: cosa fare quando arrivano gli attacchi di panico

Proteggersi Sottrarsi, anche solo per poco, al contesto (luogo, situazione o incontro) nel quale gli attacchi di panico sono esplosi. Se ciò non è proprio possibile, sarebbe comunque preferibile cercare di defilarsi un po', ad esempio togliendosi dal centro della scena.

Mettersi comodi Ovunque ci si trovi, cercare di mettere al più presto il corpo nella posizione più comoda possibile, compatibilmente alla situazione. Evitare la posizione sdraiata, che spesso peggiora i sintomi degli attacchi di panico.

Cercare frescura Tra i sintomi più sgradevoli c'è la sensazione è di avere troppo caldo, di avvampare. Per alleviare questo "fuoco" si può allora cercare, se si è all'aperto, la freschezza dell'ombra o del vento; se si è in casa, si può creare un po' di corrente aprendo le finestre.

Chiedere aiuto Se si ha la sensazione di perdere il controllo e di cadere in preda all'angoscia, è bene individuare qualcuno che possa stare vicino per la durata degli attacchi di panico. Se non c'è nessuno, si può "chiedere aiuto" alle cose: un oggetto "positivo", un rituale rassicurante, una distrazione.

NO: cosa non fare quando arrivano gli attacchi di panico

Lottare Non si deve resistere a ogni costo e non bisogna cercare di opporsi. Gli attacchi di panico chiedono spazio e tempo e se questi ultimi non vengono loro "concessi", aumenteranno d'intensità finchè non diminuirà la nostra caparbietà. Meglio allora abbandonare ciò che stava facendo, cedere, limitarsi a osservare.

Fingere Quando si ha un vero disturbo da attacchi di panico è impossibile dissimulare e fingere di star bene. Anche questo peggiora le cose e aumenta la tachicardia. È meglio dichiarare il malessere e potersi così dedicare a sé stessi.

Scappare In preda alla paura di morire, si può avere l'impulso di correre o di muoversi in modo concitato, senza guardarsi attorno, esponendosi così al rischio di incidenti o cadute. Bisogna fare il possibile per restare presenti a sé stessi.

Forzare il respiro Le difficoltà respiratorie indotte dagli attacchi di panico, portano istintivamente a "cercare aria" con inspirazioni massimali e frequenti. Ciò manda il sangue in alcalosi, accrescendo la stessa sensazione di angoscia. Si deve dunque cercare di respirare normalmente.

 

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COMMENTI

VALE77 - Il tunnel

Soffro di attacchi di panico dai 12-13 anni,con periodi alternanti,dove nonostante tutto l'adolescenza era vivibile.Sono passata per vari analisti e psichiatri,soprattutto dopo un periodo di autoreclusione di 3 anni da cui pensavo di non uscire viva.Nonostante l'analisi e l'uso di psicofarmaci non riesco a vedere la fine,ogni volta che ho un attacco mi sembra di tornare indietro nel tempo.Un grave lutto che ho vissuto anni fa mi ha riportato a meccanismi che credevo superati e semplici azioni come fare la spesa o una passeggiata in centro mi procurano ansia,rinunciando o rimandando ogni azione.Sono in cura anche adesso con terapia di gruppo ma la vicinanza di altre persone mi intimorisce,forse un giorno vedrò la fine deltunnel?

inviato il 22 GIU 10 alle 22:19:19

VEROOO87 - combattere...

....da dicembre dell anno scorso soffro di questi disturbi d ansia che mi hanno portato nel primo periodo ad avere anche attacchi di panico....non sono ancora riuscita a trovare il perchè di questo mio malessere ma l associo alla separazione dei miei e a una crescita forse piu veloce del dovuto...ho cercato mille modi per dominarla ma mi sono resa conto che piu pensavo piu frequenti e insistenti erano questi attacchi...in piu sono combaciati con il trasloco per andare a vivere con il mio ragazzo....forse la paura di un futuro come quello di mia madre mi ha pesato e mi ha fatto nescere in me questo problema...io ne parlo abbastanza tranquillamente anche perchè lo considero uno sfogo e quando mi arriva questo senso di terrore e di angoscia(a volte penso che sto per morire o mi sta venendo un infarto o addirittura ho qualche malattia strana)mi bevo qualche tisana per rilassarmi e in un modo o nell altro passa...il problema è il fatto di svegliarmi la mattina con la PAURA di stare anche l indomani male e la cosa non è bella...ma credo in me stessa e credo che da sola posso imparare tanto e imparare a darmi una mano da sola e uscirne fuori...non voglio ASSOLUTAMENTE prendere medicine perchè non sono malata credo solo che questa sia una fase di passaggio che mi aiuterà a crescere meglio...consiglio a chi come me ne soffre di cercare un punto di forza che per quanto sia possibile ognuno di noi ce l ha...io non l ho ancora trovato...ma ci sto lavorando sopra tanto che posso dire che da dicembre a oggi sono migliorata tanto...e tutto da sola leggendo articoli sull ansia e avendo persone che mi stanno accanto...non abbattiamoci...la vita è una...e non dobbiamo sprecarla vedendo tutto negativo...

inviato il 09 GIU 10 alle 00:29:12

LIBRAEM5 - Senza speranza

Purtroppo e lo dico con una forzata rassegnazzione,sono una vittima prediletta dall'ansia.Ho 54 anni,e già dall'adolescenza cominciavo con i primi attacchi di panico.Non conoscevo questa malattia,e così mi convincevo sempre più che in me c'era qualcosa che non andava.Passavo attraverso gli anni da un medico all'altro,iniziando ad assumere tanti tipi di farmaci:tranquillanti,antidepressivi,betabloccanti ecc.Così è trascorsa gran parte della mia vita,ed ancora oggi non posso vivere senza "le mie medicine"che porto sempre con me ovunque vado.Le prendo tutti i giorni regolarmente,anche se leggo che si potrebbe e dovrebbe cercare una soluzione alternativa.Penso che per me non c'è soluzione.Ormai il mio cervello è ovattato...l'ansia mi è entrata nel sangue.A volte mi paragono ai tossicodipendenti...provo rabbia...pena.dolore..impotenza.Sentimenti contrastanti ma è troppo tardi per me.Anche se sono sposata,ho due belle figlie,due nipotini...una vita cosidetta "normale",devo confessare che sono profondamente infelice,insoddisfatta e perennemente triste.Poche volte sono riuscita a ridere o sorridere.Ora che sono passati tanti anni..e di questi disturbi se ne parla tanto,mi sento un poco meglio...come se non fossi sola nell'abisso.Spesso leggo Riza psicosomatica,perchè tratta argomenti a me congeniali.Questa è la mia storia,cercando di riassumerla e di omettere avvenimenti sicuramente di rilevata incidenza per la "mia malattia".Un pensiero affettuoso và a tutti coloro che hanno avuto o che hanno questo disturbo. Emy

inviato il 21 MAG 10 alle 23:18:27

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