Le situazioni che favoriscono il panico

 

 
Le situazioni che favoriscono il panico

Spesso l'attacco di panico arriva quando ci sentiamo senza nessuna via di fuga o al contrario se abbiamo troppe possibilità di scelta: ecco perché

 

Dopo il primo attacco di panico non siamo più gli stessi, la paura che possa tornare genera un'ansia che spesso attiva un circolo vizioso: per non stare male evitiamo tutte le situazioni a rischio, riducendo ulteriormente il nostro spazio vitale e aggravando la condizione di partenza, a questo punto si rinforzano le circostanze da cui origina l' attacco di panico. Ciò che accomuna queste situazioni è l'impossibilità di allontanarsi o di ricevere soccorso in caso di crisi. L' attacco di panico può sopraggiungere in qualsiasi momento e prenderci di sorpresa; se consideriamo che nella vita dei soggetti che ne soffrono tutto è pianificato al millesimo, ci renderemo conto del potere deflagrante che può avere un attacco di panico incontrollabile. Ecco alcuni luoghi o situazioni tipici e come la crisi si scatena...                      

L'autostrada luogo infinito: il terrore del "senza ritorno" scatena il panico

Immettersi in autostrada: basta solo l'idea a generare ansia in chi soffre di attacchi di panico, ciò che angoscia è l'impossibilità di tornare indietro o di fermarsi: bisogna andare avanti fino alle uscite consentite. Proviamo a estendere simbolicamente alla nostra vita questa limitazione... Ci sono situazioni nelle quali sentiamo di dover andare avanti e di non riuscire a invertire la rotta o fermarci? Ad esempio, una scelta che ci ha condizionato la vita e che moralmente non possiamo revocare, come prendersi cura di una persona debole o malata, tenerci un lavoro che ci sembra l'unico possibile, rimanere insieme al coniuge cui abbiamo giurato fedeltà eterna...

I luoghi aperti possono portare alla crisi. Alla base? La possibilità di essere liberi

Un concerto all'aperto, una passeggiata fuori città, spingerci più in là del nostro quartiere, un giro in un centro commerciale, visitare una città nuova, viaggiare in nave e trovarsi in alto mare... Sono tutte situazioni in cui perdiamo i nostri abituali punti di riferimento, compreso il senso dell'identità. Siamo in una condizione di anonimato e di assenza di controllo sociale dove potremmo virtualmente fare cose che non sono da noi, trasgredire, tradire i nostri principi... È la libertà che ci mette in ansia e può far partire l'attacco di panico, ma anche la solitudine che si sperimenta quando si diventa uno dei tanti nella folla.

I contesti "obbligati" liberano il desiderio di una via di fuga dal dovere

Curare il panico

Raffaele Morelli, Vittorio Caprioglio

Questo libro ci offre un’'interpretazione psicosomatica del panico che ci aiuta a capire come questo disagio sia provocato da un desiderio inconscio di liberarsi da tutto ciò che si è costruito artificiosamente attorno a sé. Il testo comprende numerose tecniche e rimedi antipanico elaborati tenendo conto degli insegnamenti delle medicine tradizionali.

 
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Razionalità e regole sociali vogliono che rimaniamo seduti in una sala cinematografica finché il film non finisce, lo stesso vale per un'uscita con gli amici, per la spesa al supermercato... Sono operazioni che non si possono lasciare a metà senza dare di sé un'immagine di persone poco equilibrate. Quanto contano il dovere e la coerenza nella tua vita? Vai sempre fino in fondo? Ti concedi di cambiare idea? Ti permetti di dire no? Che immagine di te vuoi dare agli altri? Quando la formalità fa da padrona, tutte le situazioni diventano un esame, un banco di prova da cui desideriamo solo scappare. L' attacco di panico è dietro l'angolo....

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marghe 22/02/2013 18:01

ciao a tutti, è la prima volta che scrivo quello che mi sta succedendo su internet, anch'io soffro di attachi di panico da poco, tutto è iniziato mentre lavoravo, non capivo cosa mi stava succedendo, avevo tutti i sintomi di attacchi di panico, credevo di morire,mio marito mi ha portato al pronto soccorso e non avevo nulla solo la pressione un po alta per l'agitazione..dopo un ora mi era passsato tutto, non ho voluto prendere alcun farmaco perche avevo paura di essere incinta che poi non ero..il giorno dopo chiamo al mio dottore di famiglia e senza chiedermi tante cose mi prescrive xanax io ero sconvolta, non capivo nulla, mi sentivo persa avevo bisogno di capire prima di prendere alcun medicinale, che poi ho dovuto prendere perche stavo davvero male piangevo tutto il giorno e mi sentivo sempre senza forze, ero semrpe sedata..dentro di me continuavo a chiedermi perche?? avevo bisogno di capire come mai mi capitavano queste cose, mi sentivo di essere un'altra persona stranea completamente alla mia personalità e il mio modo di essere, non ho mai preso farmaci di alcun tipo sono semrpe riccorsa alla medicina naturale e avevo tanta paura di diventare dipendente, che poi ho preso solo xanax per 3 giorni..adesso dopo 3 mesi sto meglio, vado dallo pscicologo e prendo i fiori di bach tutti i giorni, devo dire che mi trovo molto bene con lo psicologo, sto facendo il training autogeno e devo dire che se è fatto come dice il dottore funziona davvero, sto conoscendo un mondo che non credevo potesse essistere oltre alla quotidianita della vita, consiglio a tutti di farlo.

paul 21/11/2012 19:39

Volevo presentarmi sono nuovo, mi chiamo paolo, come tutti voi ho sofferto di attacchi di panico, e tutt'ora in maniera molto più lieve ne soffro; mi trovo ad affrontare gli strascichi che questa "malattia" ti lascia,nel mio caso, la sfiducia del mio fisico: mi spiego meglio, paura di non superare sforzi fisici anche banali, continui mal di testa muscolo tensivi, e tanti altri piccoli disagi, a volte abbastanza pesanti.
Nel mio piccolo voglio suggerirvi un consiglio, non vi appoggiate ai farmaci, per molto tempo, vi renderanno solo dipendenti; la vera forza bisogna trovarla in noi stessi, a piccoli passi accettandoci di più e affrontando le situazioni quotidiane senza tanti perchè e sopratutto mettendoci noi stessi, e non il personaggio che ci siamo creati per la società, in fondo il nodo è solo questo accettiamoci come siamo non cerchiamo di soffocare i nostri spontanei atteggiamenti, altrimenti ci verranno prima o poi a bussare alla nostra porta sotto forma di panico.
Le persone come noi sanno rendere felici tutti, vi siete mai chiesti il perchè.
Scriverò presto GRAZIE PAOLO

magre 26/08/2012 15:50

ciao sono anke io nuovo..io ho avuto il mio primo attacco di panico circa un mese fa ero a mare nuotavo col mare agitato e mi vidi perso..da allora ho cominciato a conoscere questi attacchi.brutta bestia.leggendo il tuo messaggio posso dirti ke 3 gg fa sono andato da uno psichiatra mi ha ascoltato circa 20 minuti (troppo pochi)e subito mi ha prescritto due tipi di gocce..io ero normale al pensiero di doverle prendere poi chiesi quanto costava la visita e mi kiese 100? senza nemmeno farmi capire bene da cosa potessere derivare sti attacchi di panico.dover pagare (per di più con una visita talmente povera)mi ha suscitato dentro di me un orgoglio tale da dover pensare ke anke il mio medico curante poteva darmi quelle gocce..io non volevo le gocce ma essere capito e aiutato e preso nel verso giusto ma invece lo psichiatra senza nemmeno valutare bene mi ha prescritto le gocce.tornato a casa documentandomi in generale su sto panico ecc ecc. ho deciso di non andare a comprare le gocce sperando di riuscire a combatterlo da solo o magari con l'aiuto delle persone che mi vogliono bene.posso dirti quando hai paura chiudi gli occhi allarga le braccia,sorridi e lascia scorrere tra di esse l'energia che sta crescendo dentro di te e si sta trasformando in panico..inoltre non evitare mai cose e luoghi che ti creano panico..il panico va affrontato se scappi esso diventa più grande..in bocca al lupo e spero che entrambi e tutti quelli che lo soffrono lo supereremo!

eleonora061181 23/08/2012 12:24

sn nuova di qui quindi nn sò come funziona cmq io soffro di attacchi di panico terrificanti e invalidanti non esco dal mio paese per la paura....... brevemente vi racconto vado dallo psichiatra mi dà dropaxin gocce 20 a colazione e xanax0,5 solo al bisogno bè il dosaggio delle gocce diceva lui era il dosaggio minimo ho cominciato a perdere peso pesavo 44 chili nn sono mai stata grassa ma insomma ero arrivata a pesarne 41, spaventata ho dato la colpa a lui e alle gocce perchè poi gli attacchi li avevo cmq e dovevo prendere sempre xanax quando proprio l'attacco arrivava all'apice, cambio medico decido per uno psicologo, cura senza farmaci ma ancora prendevo le gocce e lui mi consiglia di andare dal mio medico di base per togliere gradualmente ste gocce vado e me le toglie nel giro di una settimana ma vedendomi magrissima e in stato di forte stress mi segna xanax 0,5 uno la mattina e uno la sera per 20 giorni specificando che se dopo venti giorni stavo meglio di come mi aveva vista me le avrebbe tolte e cosi è stato stavo meglio mi sentivo protetta tutto il giorno prendendole la mattina e la sera, torno da lei il peso è aumentato in 20 giorni ho preso 1 chilo e mezzo e lei decide di scalarmi ste pasticche da una la sera e una la mattina a una la sera solamente per 5 giorni e poi sospenderla e usarla da 0,25 solamente al bisogno...... sono dipandente dal farmaco e ho paura di smetterlo il mio psicologo dice che lui può lavorare meglio senza che io assuma farmaci ma io ho paura che non funzionerà mi sento confusa perchè poi ieri e l'altro ieri ho avuto attacchi sopportabili ma io ormai succube della pasticca ne ho presa una sola l'altro ieri di pomeriggio e una ieri sera come mi aveva detto la dottoressa oggi è il quarto giorno e domani sarà l'ultima volta che dovrò prendere lo xanax ho paura come posso fare?

 

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L'istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura. 

Istituto Riza di Medicina Psicosomatica
Via Quadronno 20, 20122 Milano.
Per informazioni e appuntamenti per psicoterapie: 02 58 45 96 24 (dal lunedì al venerdì, 9-13, 14-18). 

 

 

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