Un libro che ci guida alla riscoperta delle grandi potenzialità del mondo femminile per affrontare e risolvere piccoli e grandi problemi della vita
Le donne ce la fanno sempre
Nutrire l'esistenza...
Una delle espressioni cinesi più familiari è “yang sheng”, che significa “nutrire la vita”, ovvero aver cura di mantenere e dispiegare il potenziale di vita di cui siamo investiti. Questo è ciò che una donna dovrebbe fare: nutrire la vita, custodirla ed espanderla. Forse mai come in questo momento di emergenza, in cui le risorse scarseggiano in ogni dove, urge rimettere in atto questa competenza, utilizzando le funzioni che fin dai primordi sono riconosciute alla donna: la pazienza, l’intuito, la capacità strategica, la maternità, la corrispondenza con la natura, la conoscenza del corpo, modi di essere che dispiegano le forze per fare al meglio quel che è da fare, curandosi di mantenere vivo il terreno, invece che spremerlo fino all'esaurimento.
…farla fiorire...
Nutrire la vita e nutrire la propria natura sono la stessa cosa e le donne lo sanno bene: la sostanza con cui alimentiamo le nostre radici riverbera nella ricchezza dei nostri frutti; preservare la nostra essenza e portarla a piena realizzazione fa fiorire insieme a noi la vita tutta. Lo stiamo facendo? Me lo chiedo da donna ascoltando le donne, lavorando con loro: sapere cosa è da fare non significa farlo. La difficoltà di conciliare tutto ci fa arrivare stremate a fine giornata; il mito della bellezza per sempre sta derubando le nostre facce di espressività e carattere; la grazia, la misura, la gentilezza sembrano diventate virtù di altri tempi e poco funzionali rispetto all’aggressività alla quale ci sentiamo obbligate per difendere il nostro territorio; e anche se al Principe Azzurro non crediamo più, la paura di restare sole ci fa cadere troppo spesso nelle grinfie del Principe Nero.
…e ritrovare la dea che "abita" in tutte noi
Molte di noi si chiedono se non sia una pretesa eccessiva ambire a una vita completa, in cui affetti, lavoro, inclinazioni personali, possano convivere in uno spazio armonico; e nell’incertezza accettano di pagare pedaggi che non sono richiesti, per gratificarsi poi con tutto quello che alla fine non serve. Alla luce di ciò credo sia tempo di riappropriarci dello sguardo attento e intento della Dea, il principio attivo che feconda la vita e trasforma le cose. Sentimenti, desideri, proiezioni mentali, retaggi, pregiudizi, senso di inadeguatezza, fretta, paure non devono distoglierci dall’occupare il posto che ci spetta e ci aspetta nel mondo.
Davvero, non è più tempo di rimandare
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