PENSIERO RIZA

Ansia

L’ansia è uno stato di agitazione psichica dovuto a una risposta abnorme a situazioni percepite come pericolose per il soggetto o per i suoi cari. La risposta di allerta è immotivata rispetto alla reale pericolosità dell’evento, che può essere anche soltanto immaginato o anticipato nella propria mente. Spesso il soggetto non riesce a riferire la propria ansia a una specifica causa. Essa si può manifestare in diverse forme che vanno da un semplice stato di tensione psichica agli attacchi di panico, da un disturbo ossessivo-compulsivo alle fobie.

Ansia: che cosa vuol dire?

Nel fenomeno dell’ansia convivono due poli in apparenza opposti: uno stato di allerta e un’energia che vuole esprimersi. A volte, questi due aspetti si esprimono insieme, in altri casi uno prevale rispetto all’altro. Ma sono, in ultima istanza, inseparabili. Quando l’ansia esprime perlopiù uno stato di allerta, vuol dire che qualcosa viene sentito come pericoloso per la persona – sia in senso fisico che psichico –. Può trattarsi di eventi reali (per esempio, l’attesa di un esame diagnostico, un importante incontro di lavoro, il ritardo di un figlio nel ritornare a casa), ma anche solo immaginati o anticipati mentalmente (per esempio, pensare a ciò che potrebbe succedere in un viaggio ancora da fare).

L’intensità dell’ansia in questi casi è fortemente influenzata dall’importanza che viene data a tali eventi e può quindi variare fortemente da persona a persona: uno stesso evento può produrre uno stato di gestibile inquietudine, oppure diventare emotivamente insostenibile. Matrice comune resta comunque un eccesso di preoccupazione rispetto alla reale portata della situazione. Lo stato di allerta può essere riferito anche a pericoli interiori: segnala che c’è qualcosa in quel contesto, rapporto o stile di vita, che è dannoso per la vera natura della persona che lo sta vivendo. Quando l’ansia esprime un’energia che vuole esprimersi, vuol dire che da un po’ di tempo il soggetto non sta vivendo parti autentiche di sé, che restano compresse fino a una soglia oltre la quale scatta l’allarme e al contempo la “tracimazione”.

L’ansia raccoglie nella stessa sintomatologia lo sfogo di accumuli energetici di differente natura: sessuale, fisica, creativa, spirituale, tutti accomunati dalla difficoltà a lasciar fluire liberamente la forza vitale e il talento personale, inteso come la propria unicità. Infatti, dietro ai vari disturbi d’ansia c’è la sensazione di non riuscire a “dire la mia”, a “essere me stesso”, a fare le cose “a modo mio”. Allo stesso modo l’ansia si presenta ogni volta che un momento di crescita o una trasformazione necessaria vengono ostacolate e si configura così come energia evolutiva, come tensione a un’atonomia che chiede con forza di manifestarsi. Spesso l’ansia si esprime anche con manifestazioni corporee transitorie che scompaiono con il passare della crisi (tachicardia, tensione muscolare ecc.). In altri casi l’ansia sfoga la propria energia – e i simboli che essa porta con sé – nel corpo, producendo disturbi fisici.

Ansia: chi è più a rischio?

-Bambini e adolescenti privi di riferimenti familiari o sociali validi e costanti.

-Adolescenti e giovani carichi di aspettative genitoriali su studio e lavoro.

-Persone sulla soglia di una scelta importante che rompe lo “stato delle cose” (per esempio,
divorzio) e che non sentono del tutto legittima.

-Persone in situazioni “senza via d’uscita”.

-Persone che vivono una routine in cui non sono presenti passioni autentiche.

-Persone che praticano scarsa attività fisica e sessuale.

Ansia: suggerimenti per la cura

–È importante che si impari a non opporsi quando l’ansia si presenta: ovunque vi trovate, cercate di mettervi comodi con il corpo e osservate l’ansia come se foste uno spettatore; pensate che essa arriverà, avrà il suo apice e poi, senza che si faccia niente, se ne andrà nel giro di qualche minuto. Quante più volte riuscirete a fare questo, tanto meno dureranno le crisi.

–Ad accompagnare il ritrovamento di un nuovo assetto di vita possono contribuire alcune tecniche: l’agopuntura, per riequilibrare l’assetto energetico; l’aromaterapia, per portare nel cervello atmosfere più serene; il massaggio psicosomatico, per sciogliere con gradualità e in modo armonico, le tensioni.

–Tra i rimedi fitoterapici, i più indicati sono la passiflora e la valeriana. In commercio si trovano numerosi preparati che le contengono entrambe. In genere, 1-3 compresse, oppure 25-70 gocce al giorno possono bastare.

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