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ALIMENTAZIONE

Anoressia: i segnali da non sottovalutare

25 SET 09 - I genitori devono saper riconoscere i comportamenti a rischio anoressia, per intervenire prima che l’anoressia si manifesti.

Anoressia: i segnali rischio

I disturbi alimentari, specialmente quelli dei più giovani, stanno conquistando sempre maggiore attenzione sui giornali. I genitori di conseguenza sono più attenti ai segnali che possono rivelare il manifestarsi di uno di questi disturbi. A volte notano che le figlie scartano alcuni cibi o si mettono a dieta e hanno il sospetto che si tratti di un principio di anoressia e non sanno come intervenire.

Psicologi, specialisti e associazioni  che si occupano di disturbi del comportamento alimentare elencano gli atteggiamenti e le caratteristiche della personalità che ricorrono con più frequenza nei soggetti colpiti. Sono segnali cui i genitori devono prestare attenzione, ma senza eccessivi allarmismi, in quanto riscontrabili, in misura maggiore o minore, nelle "normali" manifestazioni dell'adolescenza.

- Scarsa stima di sé. Spesso sono presenti senso di inadeguatezza, insicurezza, indecisione, auto-svalutazione. C'è una continua ricerca di conferme e approvazioni.

- Perfezionismo. Il giovane predisposto all'anoressia si pone obiettivi impegnativi, a volte non realistici e che di conseguenza portano a continui fallimenti.

- Vedere solo bianco o nero. È la tendenza a considerare solo gli estremi: il cibo è quello ideale o è del tutto deleterio; la capacità di controllarsi dev'essere assoluta altrimenti significa che manca del tutto. Non essendo contemplate le sfumature, si può essere solo buoni o cattivi, e poiché essere completamente buoni è impossibile, il soggetto, alla fine, perde l'autostima e si giudica in modo completamente negativo.

Anoressia: quando intervenire

 Il ragazzo può essere a rischio di anoressia quando, a fianco di un isolamento sociale serio, si innesca una condotta poco sana nei confronti del cibo. Gli adolescenti spesso non parlano in famiglia, tendono a chiudersi nella loro camera, dove a volte consumano anche i pasti. È un comportamento in sé normale e piuttosto consueto. Ma se diventa col tempo un rifiuto categorico di parlare, un'abitudine costante di saltare i pasti o non consumarli mai insieme alla famiglia o di farlo con atteggiamenti nervosi o aggressivi, allora è necessario intervenire. Altri due indicatori importanti sono l'attenzione ossessiva per il peso, che viene espressa informandosi e parlandone in maniera continua, e una dedizione eccessiva per l'attività fisica, svolta alla scopo preciso di perdere peso.

Anoressia? Cosa fare

 La cosa migliore da fare, quando temiamo che nostro figlio manifesti dei comportamenti a rischio anoressia, è quella di rivolgersi a un medico tempestivamente. Sarà lui a decidere se il bambino o il ragazzo ha necessità di interventi specialistici. Per il genitore è impossibile fare una diagnosi perché la sua preoccupazione può attribuire importanza a comportamenti che di patologico non hanno nulla. Rivolgersi subito allo psicologo è invece prematuro, talvolta anche dannoso perché il giovane si sentirebbe un "sorvegliato speciale" quando invece forse sta solo attraversando una normale fase di ribellione adolescenziale. Sono i medici di base, eventualmente i pediatri, secondo l'età del bambino, a valutare e a indirizzare alle strutture specializzate, dove operano anche gli psicologi.   

 

 

 

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