Figli felici
 

12 June 2012

Se il papà lavora lontano

 

 
Se il papà lavora lontano

I piccoli possono soffrire la lontananza del padre per motivi di lavoro: rassicuriamoli spiegando con tutta sincerità cosa fa papà e quando tornerà

 

Qualche tempo fa una lettrice di FigliFelici manda una e mail alla redazione: le insegnanti di suo figlio Alessandro, 7 anni, hanno chiesto un colloquio urgente. A detta loro il piccolo, che è sempre stato educato e obbediente da qualche settimana è diventato aggressivo con i compagni e dispettoso con le bambine della classe. In particolare giorno ha “aggredito” un amichetto perché voleva a tutti costi un gioco. In più, è distratto in classe, disturba durante le lezioni e il rendimento è calato. Quest’ultima cosa – racconta la nostra amica -  preoccupa molto suo padre. Fino a poco tempo fa si occupava lui di far fare i compiti ad Alessandro, non mancando di ripetere al figlio l’importanza di impegnarsi nello studio, per poi un domani essere realizzato nel lavoro.

Due mesi fa il papà ha avuto una promozione e ha cominciato ad andare spesso in trasferta lontano da casa. Nel giro di poco tempo ha ridotto drasticamente la sua presenza in famiglia, spesso anche il fine settimana.

Alessandro ha molto sofferto la mancanza di suo padre e il non poter giocare a calcio insieme a lui la domenica. Anche la mamma ammette di aver vissuto con frustrazione la decisione del marito di lavorare lontano. Dice di essere rimasta delusa dal fatto che lui non abbia voluto parlarne prima con lei.

Va male a scuola per protesta

 

Il papà ha un ruolo molto importante nella crescita di un figlio. Al di là delle modificazioni dei ruoli in famiglia avvenuti negli ultimi decenni, da un punto di vista simbolico per il bambino (specie se maschio) il padre rappresenta un prolungamento di sé e soprattutto è il portavoce della “legge” in casa. Grazie al padre i figli riescono a separarsi più precocemente dalla mamma, sperimentano l’altra parte di sé e diventano più autonomi, proiettandosi nel mondo. Il padre, insomma, simboleggia l’indipendenza e il lato pratico della vita.

Finché non si abitua, deve sfogare la rabbia

Il piccolo Alessandro, godendo della presenza del padre fino a quel momento, prova un senso di abbandono e di disorientamento, quando lui manca. Per un bambino di sette anni, che magari fa fatica a decifrare le emozioni, è normale esprimere dissenso o rabbia con comportamenti forti al fine di attirare l’attenzione. In questo caso, attraverso una cattiva condotta a scuola e con un basso rendimento, Nicola ha voluto proprio “colpire” il papà che tiene molto ai risultati.

Tranquillo, torna presto!

 Quando il papà si deve allontanare per lavoro è bene spiegarlo prima al piccolo e rassicurarlo sul fatto che tornerà presto. La sua assenza è per motivi di lavoro e solo temporanea.

La partita è solo rimandata

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Quando il padre non può essere presente a un appuntamento importante per il bambino, come per esempio la partita di calcio della domenica o la recita a scuola è giusto che il bambino lo sappia in anticipo.  Questo lo aiuterà a non sentire troppo il vuoto o la delusione provati vedendo che il papà non arriva.

La mamma non è triste

È importante che la madre non faccia pesare al bambino l’assenza del padre, facendosi vedere triste. Al contrario sia propositiva con il bambino

Via i sensi di colpa

È meglio che il papà non viva la lontananza dal bambino con i sensi di colpa, questo potrebbe giustificare la rabbia che prova il piccolo nel vedere che lui non c’è. Quando il bambino imparerà a vivere con serenità il distacco, il rapporto fra loro sarà ancora più forte. E una volta a casa, ritagliamoci degli spazi in cui stare insieme con lui, da vivere con spontaneità e naturalezza, senza trasformarli in un obbligo.

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