Può colpire i bambini più sensibili quando si sentono minacciati dai cambiamenti come l’arrivo del fratellino e temono di perdere i punti di riferimento…
L’ asma bronchiale è la malattia cronica più diffusa tra i bambini, cui si riconosce una forte componente psicosomatica. Il suo esordio è precoce, intorno ai 5-6 anni, e la sua risoluzione di solito si colloca nell’età della preadolescenza. La drammaticità dei sintomi preoccupa i genitori, ma è bene che siano consapevoli che in realtà dietro qualsiasi forma di asma, indipendentemente dalle cause fisiologiche, c’è un grido di aiuto del bambino che manifesta attraverso la difficoltà di respiro paure e bisogni molto profondi.
Che cos’è
L’ asma determinata da uno spasmo dei bronchioli che, contraendosi, trattengono l’aria dentro i polmoni dando la sensazione di soffocamento.
L’episodio asmatico
Quando una sostanza irritante o un allergene entra nelle vie respiratorie può scatenare un attacco d’ asma.
La altre cause aggravanti:
- Familiarità all’ asma
- Agenti inalati
- Fumo passivo
- Inquinamento atmosferico
- Esercizio fisico
- Emozioni forti
- Irritanti chimici
- Alcuni farmaci
La lettura psicosomatica: quel fratellino mi soffoca!
L’aria è il primo elemento che il neonato scambia con il mondo esterno alla nascita. Il primo respiro autonomo coincide per il bambino con la rottura della simbiosi con la madre durata nove mesi. L’ asma, dunque, esprime vissuti conflittuali nelle relazioni con l’ambiente esterno e in particolare con la madre. Spesso il bambino asmatico è intelligente, vivace, appare più maturo della sua età, viene spesso trattato come se fosse già grande. Dentro di lui rimane però il desiderio di essere coccolato e proprio per questo spesso le prime crisi sorgono quando nasce un fratellino o una sorellina.
Mamma, attenta a…
- Iper-protettività
- Grandi aspettative sul bambino, visto come colui che darà ciò che alla mamma manca e che non la deluderà mai.
- Bisogno di un legame simbiotico che riempia il senso di vuoto e di solitudine.
- Sensi di colpa, per non essere all’altezza e per l’aggressività che il legame simbiotico comporta in entrambi.
Cosa può fare il genitore: come restituire il respiro al bambino
- Fargli frequentare il nido e la scuola materna: aiuta il piccolo a socializzare e cavarsela da solo.
- Lavorare o coltivare un interesse fuori casa: la mamma ha bisogno di riappropriarsi di uno spazio solo per sé.
- Rinsaldare il legame di coppia tra i genitori: trascorrere del tempo da soli, chiarire situazioni conflittuali attenua il senso di solitudine e la tendenza ad aggrapparsi al bambino per compensare.
- Il nuoto: praticato regolarmente aiuta il bambino a scaricare le tensioni senza affaticarsi.
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- Assecondare le sue spinte all’autonomia: lascia che faccia le sue cose da solo, che sia lui a scegliere con chi giocare, quali interessi coltivare, come vestirsi e cosa mangiare…
Mamma, attenta a non…
- Metterlo sotto una campana di vetro.
- Esagerare con coccolo e smancerie eccessive, soprattutto in presenza di altri.
- Sacrificare le proprie ambizioni e desideri in nome della maternità e della famiglia.
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