Cuore


Cuore: che cos’è?

Il cuore è un organo cavo, costituito da tessuto muscolare e dotato di un suo pacemaker naturale che stabilisce il ritmo delle pulsazioni, situato nell’emitorace sinistro, sopra il diaframma, tra i due polmoni. All’interno il cuore è diviso in quattro camere: due atri (superiori) e due ventricoli (inferiori). Ha il compito di pompare il sangue nell’albero arterioso che lo distribuirà a tutto l’organismo. Nello spesso delle sue pareti scorrono le arterie coronariche, deputate a nutrite il tessuto cardiaco.

Cuore: il centro degli affetti.

Il cuore è l’organo essenziale per la vita. Agisce come una pompa che, nel suo incessante movimento di contrazione (sistole) e rilasciamento (diastole) determina il ritmo dell’esistenza. Il cuore presiede al fluire del sangue nell’albero circolatorio e, attraverso la ricca vascolarizzazione dei tessuti organici, è in comunicazione con tutti i distretti corporei. Si può affermare che il corpo “pulsa” e vive al suo ritmo, quasi a dire che la vibrazione cardiaca contiene il segreto della vita. Il cuore è la pompa meccanica del corpo, ma anche la “centralina” dei sentimenti.
Quasi tutte le culture tradizionali attribuiscono al cuore il significato di centro simbolico dell’affettività.

Ma, per tradizione, assume anche il significato di cardine della spiritualità e in questo senso è considerato un organo sacro. In India è la dimora di Brama; per l’Islam il trono di Dio. Presso i sufi, i saggi islamici, la visione spirituale viene paragonata “all’occhio del cuore”. Gli alchimisti, d’altra parte, ritenevano che il crogiuolo interiore dell’uomo, ossia il luogo che fornisce il calore necessario al compimento della grande Opera, fosse nel centro del cuore. Inoltre, quando in Egitto si imbalsamavano i morti, l’unico viscere che restava intatto nel corpo della mummia era il cuore, che come centro supremo dell’uomo doveva rispondere delle azioni del defunto al cospetto del giudizio divino.

Il cuore rappresenta la sintesi di maschile e femminile. È rosso e caldo, simbolo del fuoco, elemento maschile, ma è anche oscuro e cavo al suo interno, elemento femminile.
Per il pensiero occidentale il cuore è il centro dell’affettività, mentre il cervello è quello dell’intelligenza. Ma i saggi dell’antico Egitto concepivano il cuore come un organo inseparabile dalle emozioni e, in questo senso, punto di fusione tra psichico e organico. L’intuizione veniva da loro chiamata “intelligenza del cuore” e si avvicina molto a ciò che noi definiamo “intelligenza intuitiva”, caratterizzata da un continuo passaggio dall’inconscio alla coscienza.

In tal modo l’intuizione o “intelligenza del cuore” si rivela come la nostra facoltà intellettiva suprema.

In tutte le tradizioni il cuore è il piccolo “sole” di ogni creatura vivente. Come la vita umana ruota attorno al cuore, la vita dell’universo ha il suo centro nel sole.
È interessante notare che, in certe rappresentazioni pittoriche, dal cuore partono dei raggi luminosi, mentre in altre l’organo è circondato da fiamme. L’assimilazione del cuore al sole è comune in tutte le culture in Occidente come in Oriente, in quanto entrambi hanno un significato “centrale” legato alla luce, alla creatività, all’amore, ma sono anche simbolo di unità, di totalità, di coscienza ed eternità. Nel linguaggio popolare troviamo numerosi riferimenti alla motilità cardiaca di carattere non più fisico, ma emotivo: si parla di “cuore che si stringe d’angoscia”, “cuore che si allarga di gioia” o ancora di “cuore che si muove a compassione”.

Inoltre, come il cuore muove l’intero organismo, così sul piano simbolico “muove gli affetti”.
Oltretutto, come ogni cuore possiede un ritmo e una forza che lo contraddistinguono, così sul piano simbolico ogni cuore avrà un modo tutto suo di “battere”.
Quando si parla di pulsazione cardiaca, si fa implicitamente riferimento a due variabili: la forza più o meno intensa della contrazione, ovvero la spinta impressa al sangue, e la sua frequenza, cioè il ritmo. Per usare una metafora, si potrebbe dire che la pulsazione rappresenta una specie di “impronta digitale” della personalità.

Una forte spinta cardiaca, per esempio, un polso forte, denoterà una personalità energica, volitiva, il cosiddetto “uomo di polso”, mentre il polso debole contraddistinguerà gli individui delicati, dal temperamento mite. La forza della contrazione rifletterebbe quindi, in una certa misura, la forza della personalità. Un ritmo lento accompagnerà chi si concede delle pause, chi è tranquillo e posato; al contrario, un ritmo accelerato rifletterà uno stile di vita concitato, dominato da azioni incalzanti.
 
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Il blog di Raffaele Morelli

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